Afghanistan/ La Russa: ferito rischia la paralisi
"In Afghanistan la sicurezza al 100% di chi opera nelle missioni non puo' esistere e non esiste". Lo ha ribadito nell'informativa alla Camera sull'attentato di ieri il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. E' una quantita' di esplosivo "inusuale" quella impiegata nel confezionamento dell'ordigno la cui esplosione e' costata la vita in Afghanistan al caporal maggiore Di Lisio. Sono stati utilizzati - ha detto La Russa - "dai 50 ai 70 chili di esplosivo". 
Ignazio La Russa
I SOLDATI FERITI. I militari italiani rimasti feriti nell'attentato "rientreranno in Italia questa notte", afferma La Russa. Frattura della terza, quarta e quinta vertebra toracica "con probabile sindrome paretica". E' il primo caporal maggiore Simone Careddu il militare italiano rimasto ferito piu' gravemente nell'attentato costato la vita al collega Alessandro Di Lisio, spiega La Russa. Per il tenente Giacomo Donato Bruno - ha ricordato il ministro - c'e' "un lieve interessamento della colonna vertebrale toracica con microfarttura stabile di una vertebra" ma "senza nessuna compromissione della mobilità articolare". Il caporal maggiore scelto Andrea Cammarata lamenta invece "un trauma cranico di apparente lieve entità" e la frattura di un braccio".
NON STRATEGIA MIRATA CONTRO ITALIANI. Non "una strategia mirata contro le forze italiane", ma "tentativi per impedire alle forze afghane e internazionali, con le quali lavorano ed operano a stretto contatto e con crescente sinergia, di estendere ulteriormente il controllo del territorio da parte del legittimo governo afghano". Nella sua informativa urgente alla Camera, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, dà questa chiave di lettura del nuovo attentato costato la vita a un militare italiano. Per La Russa, "la recrudescenza degli attacchi" e' da mettere in relazione da un lato "con le imminenti elezioni presidenziali", dall'altro con la "accresciuta azione di controllo dell'esercito nazionale". "Purtroppo - conclude il ministro - il timore che avevamo si e' verificato, quello cioe' che potesse aumentare a dismisura la potenza degli ordigni esplosivi in moda da arrecare danni ai soldati all'interno del blindato Lince, finora efficace in termini di protezione del personale".
PRESTO "FRECCIA" E "LINCE" MODIFICATI . Novita' in vista per le dotazioni di mezzi a disposizione dei militari italiani impegnati in Afghanistan. Ad annunciarle e' il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Per quel che riguarda i blindati Lince, "e' attualmente in corso di sperimentazione un nuovo sistema di protezione balistica del tiratore in ralla: i primi esemplari del manufatto saranno distribuiti alle unita' a partire dai prossimi mesi". E' anche "in fase di sviluppo una nuova versione che offrira' una maggiore protezione al personale e maggiori prestazioni complessive". Inoltre, ha ricordato il ministro. "E' stata avviata l'introduzione in servizio del Vbm 'Freccia', veicolo 8x8, dal peso di circa 28mila chili, dotato di torretta servocomandata plus con cannone da 25 mm, migliorata rispetto a quella montata oggi sul veicolo cingolato 'Dardo', capace di offrire una protezione balistica e antimina di livello molto elevato". I primi esemplari del veicolo "sono appena entrati in servizio e, a partire dai prossimi mesi, si procedera' alle graduali acquisizioni di altri veicoli per un primo lotto di 54".
"E' in corso un approfondimento sul possibile utilizzo dei nostri Tornado a supporto delle forze sotto attacco, a similitudine di quanto avviene per gli elicotteri Mangusta", afferma La Russa, spiegando come la copertura aerea nel corso delle operazioni militari in Afghanistan sia "oggi assicurata solo da aerei non italiani", dal momento che "i nostri Tornado hanno esclusivi compiti di ricognizione e sorveglianza". E "c'e' un po' di imbarazzo perche' i nostri soldati devono ricorrere agli altri quando hanno bisogno di copertura aerea, mentre gli altri non possono ricorrere ai nostri aerei".


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