Afghanistan/ Karzai: "Nemico comune". Hillary accelera transizione
Martedì, 20 luglio 2010 - 16:15:00
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Aprendo i lavori davanti ai ministri degli Esteri e ai rappresentanti di una settantina di Paesi e organizzazioni internazionali, Karzai si e' detto "determinato" a creare le condizioni perche' "entro il 2014 le forze afghane siano responsabili per tutte le operazioni di sicurezza e ordine pubblico in tutto il Paese". "Siamo di fronte a un nemico comune che ci danneggia tutti e contro cui dobbiamo combattere uniti", ha detto della minaccia rappresentata dai talebani.
Via libera dalla conferenza anche al programma di riconciliazione e reintegrazione per i talebani che rinunciano alle armi. Secondo il Guardian, l'Amministrazione Obama non si oppone piu' all'idea di trattative indirette con i capi talebani e avrebbe incoraggiato Karzai a portarli avanti attraverso Pakistan e Arabia Saudita.
Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha assicurato che l'avvio del ritiro Usa non segnera' un disimpegno dal Paese: "E' l'inizio di una nuova fase e non la fine del nostro impegno", ha affermato. Il capo della diplomazia Usa ha sottolineato che "c'e' ancora molto lavoro da fare" da parte del governo afghano per stabilizzare il Paese" e sconfiggere la corruzione. La riunione nella sede del ministero degli Esteri di una capitale afghana blindata e' durata cinque ore.
Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha affermato che la transizione non deve avvenire "sulla base di tappe fissate dal calendario, ma dalle reali condizioni esistenti" e ha sottolineato che "la presenza militare e' ancora necessaria". Dal segretario generale dell'Alleanza atlantica, Anders Fogh Rasmussena, e' venuta l'assicurazione che la Nato restera' in Afghanistan anche dopo il passaggio del controllo della sicurezza alle forze afghane. Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha invitato gli afghani "ad unirsi, a lavorare insieme nel mutuo rispetto per la sovranita' del governo".
Il summit e' stato preceduto da momenti di tensione. L'aereo con a bordo il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, e il ministro degli Esteri svedese, Carl Bildt, e' stato costretto ad atterrare nella base di Bagram, dopo che due razzi sono piovuti sull'aeroporto della capitale. I due hanno poi raggiunto in elicottero il ministero degli Esteri, sede della Conferenza.



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