Afghanistan, i talebani attaccano la Nato
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A meno di un mese dagli attentati contro gli uffici del British Council a Kabul, i talebani sono tornati a colpire nel cuore della capitale afghana con una serie di attacchi coordinati. Nel mirino una serie di obiettivi nel quartiere delle ambasciate: la rappresentanza diplomatica degli Stati Uniti, chiusa a causa dell'attaqcco, la sede dei servizi segreti nazionali e il quartier generale dell'Isaf, la Forza Internazionale di Assistenza per la Sicurezza guidata dalla Nato. Ma e' stata colpita anche la sede della polizia di frontiera, nel settore ovest della citta': un kamikaze ha tentato di penetrare nei locali per compiervi una strage, ma e' stato riconosciuto all'ingresso e cosi' ha scelto di farsi saltare subito in aria. Le vittime, secondo quanto riferito dal ministero dell'Interno, sono quattro poliziotti e due civili. Scontri e conflitti a fuoco tra i terroristi e le forze di sicurezza sono durati piu' di cinque ore.
L'assalto era cominciato nella centralissima piazza Abdul Haq, circa mezzo chilometro in linea d'aria dalla sede del Comando Nato, dove un primo attentatore suicida si era fatto esplodere mentre i suoi complici, almeno cinque, prendevano a sparare all'impazzata in ogni direzione, per poi asserragliarsi in un edificio a piu' piani ancora in costruzione. Da li' hanno ingaggiato una battaglia con le forze di sicurezza, sparando da diversi livelli del palazzo. Gli aggressori avevano giubbotti esplosivi, fucili d'assalto Ak-47, lanciarazzi e lanciagranate, e persino di mortai. L'operazione e' stata rivendicata da uno dei principali portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, il quale ha sottolineato che tra gli obiettivi ci sarebbero diversi "siti governativi sensibili", compresi un non meglio precisato ministero e il quartier generale del Direttorato Nazionale per la Sicurezza.
Gli Usa, ha assicurato il segretario di Stato Hillary Clinton, non si faranno intimidire da questi "attacchi codardi". Gli attentati, ha aggiunto, non hanno causato morti ne' feriti tra il personale americano impiegato negli obiettivi colpiti. Il Dipartimento di Stato ha fatto sapere che sta seguendo l'evolversi della situazione "molto da vicino". Il presidentye afghano Hamid Karzai ha affermato che quanto e' successo "non fermera' il processo di transizione".
Da Bruxelles il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha affermato che l'Alleanza "segue con estrema attenzione" quanto accade a Kabul, e che "nutre fiducia nella capacita' delle autorita' locali di affrontare la situazione". Secondo l'ex premier danese, "stiamo assistendo al tentativo dei talebani di mettere alla prova la transizione che non sono pero' in grado di fermare". "La transizione e' in pieno corso", ha sottolineato, "e proseguira'".



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