Afghanistan/ Liberato il reporter del Nyt
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E' stato liberato nella notte tra martedì e mercoledì con un raid delle forze speciali americane il giornalista britannico Stephen Farrell, sequestrato quattro giorni fa vicino Kunduz insieme al suo interprete afgano. Quest'ultimo, Sultan Munadi, è rimasto ucciso nel raid che ha coinvolto anche la popolazione civile del villaggio. Almeno una donna è rimasta vittima dello scontro a fuoco.
Le truppe speciali Usa sono intervenute poco prima dell'alba e sono ripartite insieme a Farrell, ma senza il suo interprete. Il corpo di Munadi è stato trovato più tardi fuori la casa del villaggio dove i sequestratori si erano rifugiati. La cognata di uno degli abitanti sarebbe rimasta uccisa nel raid. Ma un giornalista afgano che ha parlato con gli abitanti del villaggio, citato dal Nyt, dice che "donne e bambini" sono rimasti vittime del raid.
Come aveva fatto l'anno scorso per il rapimento del reporter premio Pulitzer David Rohde, il New York Times era riuscito a imporre un pressochè totale silenzio stampa sul sequestro. Rohde era riuscito a evadere dai suoi rapitori dopo sette mesi di prigionia. Farrell, al New York Times dal 2007, era stato già rapito una volta nel 2004 a Fallujah in Iraq, quando lavorava per il Times di Londra. Il giornalista è di nazionalità britannica, ma ha anche il passaporto irlandese.
AFGHANISTAN: SOLDATO GB MORTO NEL BLITZ PER LIBERARE IL REPORTER - E' costato la vita a un soldato britannico il blitz compiuto la notte scorsa nel nord dell'Afghanistan dalle unità speciali della Nato per liberare Stephen Farrell, il giornalista irlandese del quotidiano americano 'The New York Times', rapito sabato scorso nella provincia settentrionale di Kunduz insieme a un collega afghano, Sultan Munadi. La morte del connazionale è stata resa nota dal ministero della Difesa di Londra. Nell'operazione è stato ucciso anche Munadi, che a Farell faceva da interprte, traduttore e guida: a eliminarlo sono stati i carcerieri.



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