E in Afghanistan Obama non sa che cosa fare...
![]() Barack Obama |
Molti critici sostengono che un ritardo nelle scelte sulle truppe sarebbe un sintomo dell'eccessiva indecisione da parte del presidente, che è anche comandante in capo delle forze armate. "Quale che sia la decisione che il presidente prenderà, entrambi gli schieramenti la sosterranno in Congresso", ha commentato il leader dei senatori democratici, Harry Reid, dopo l'incontro avuto alla Casa Bianca con Obama. Una riunione definita "molto importante" anche dalla presidente della Camera, Nancy Pelosi che ha parlato di "scelte difficili" per la guerra a Kabul. L'incontro con la delegazione di parlamentari è durato poco più di un'ora durante la quale Obama ha esposto lo stato della revisione strategica in atto, rispondendo poi alle domande dei deputati e dei senatori.
"Si è parlato del rapporto presentato dai generali a fine agosto, delle diplomazia nella regione e dell'impegno degli alleati della Nato", ha detto Pelosi all'uscita dalla Casa Bianca. I repubblicani, da parte loro, hanno chiesto di seguire le indicazioni di McChrystal, comandante in capo delle forze Nato a Kabul: altri 40mila uomini nei prossimi mesi. "Esprimiamo il nostro sostegno per l'impegno dimostrato dal presidente, chiedendo che ascolti le richieste degli ufficiali sul campo che sono quelli che conoscono meglio di tutti lo stato delle operazioni", ha detto alla Cnn Eric Cantor, uno dei leader della minoranza alla Camera.
AFGHANISTAN/ LA RUSSA: NON AUMENTEREMO IL NOSTRO CONTINGENTE - L'impegno italiano in Afghanistan e' elevato, elevatissimo, e la nostra tendenza e' quella di non aumentarlo. E' quanto ha affermato il ministro della Difesa Ignazio La Russa a Kabul, in visita al contingente italiano che opera nell'ambito della missione Isaf. Intanto, La Russa annuncia che i 500 militari inviati per le elezioni entro Natale verranno rimpatriati e il contingente passera' dunque da 3300 militari a 2700. Dalla capitala afghana partiranno i 500 paracadutisti del 186.mo Reggimento Folgore che hanno ultimato il loro periodo di impegno. Questi militari saranno sostituiti con lo stesso numero non a Kabul ma ad Herat. Prosegue l'afghanizzazione del paese - dice la Russa - e quindi possiamo lasciare Kabul, dove manterremo solo un piccolo nucleo, per rafforzarsi nella provincia di Herat. I 500 militari mandati in piu' per le elezioni sicuramente rientrano, poi vedremo. C'e' una valutazione da fare e la faremo all'interno degli organismi internazionali, di cui l'Italia fa parte, e nei quali partecipa ai processi decisionali. Sono d'accordo sul fatto che in Afghanistan servono piu' militari stranieri, ma questo non vuol dire che debbano essere militari italiani. Noi facciamo gia' la nostra parte e siamo tra i maggiori contribuenti, penso che ora tocchi ad altri paesi con meno contribuzioni a dare un impegno adeguato".



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