Afghanistan/ Mannheimer: gli italiani vogliono i soldati a casa
"E' vero che non è detto che si debba sempre seguire l'opinione della maggioranza, ma i cittadini italiani vogliono - in larga parte - il rientro di tutti i soldati italiani dall'Afghanistan". Lo rivela ad Affaritaliani.it Renato Mannheimer, presidente dell'ISPO, dopo l'annuncio della disponibilità del governo a inviare nuove truppe su richiesta della Casa Bianca.
E LA RUSSA SPIEGA LA STRATEGIA DELLA DIFESA - "È probabilissimo" che partiranno altri soldati italiani per l'Afghanistan. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. "Sicuramente vi è la totale disponibilità nostra a considerare con attenzione le richieste che sono arrivate prima di tutto dalla Nato e che sono state ribadite anche dal presidente Obama nel colloquio che ha avuto con il il premier Berlusconi". Quanto al numero dei soldati che verranno inviati a rinforzo del contingente già presente, La Russa ha detto che, "l'importante non è quanti soldati in più", specificando che, "sarà un conto interno al numero di soldati che noi inviamo per le missioni internazionali". Il titolare della Difesa ha continuato spiegando che, "noi abbiamo già in programma una riduzione naturale della presenza nei Balcani e anche qualcosa in Libano, in ragione del fatto che cambierà il comando della missione, da italiano a spagnolo, e quindi nell'ambito della stessa quantitità di risorse, dello stesso numero di soldati poco più poco meno, potremmo anche immaginare e decidere un aumento di soldati in Afghanistan".
Questo aumento del numero delle truppe, ha detto ancora il ministro, "è conseguente ad una strategia e ad una decisione alla quale vogliamo assolutamente partecipare". Per La Russa, la questione afghana "non è solo un problema militare, è la convinzione, per fortuna non più solo italiana, che la vicenda afgnana si concluda nel minor tempo possibile solo se vi sarà un approccio complessivo non solo militare, ma di ricostruzione, di contatto con le popolazioni civili e di maggiore rapporto col governo afghano che deve assumersi maggiori responsabilittà rispetto a quanto fatto in passato". Quanto alle regole di ingaggio dei nostri soldati, La Russa ha affermato che, "noi non abbiamo più caveat, quindi le regole di ingaggio per noi non cambieranno". Il minsitro della Difesa ha poi spiegato che a suo avviso in Afghanistan "un cambio di strategia c'è stato", riferendosi al recente rapporto inviato dal comndante militare americano alla Casa Bianca e alla stessa "dottrina Obama". Soprattutto, ha concluso La Russa, c'è "l'esperienza nostra, che ha sempre visto in un approccio multilaterale, più comprensivo, la via migliore per riuscire, nel minor tempo possibile, a dare l'Afghanistan al governo afghano che deve, in un tempo non interminabile, essere in grado di governare da solo quel Paese e fare fronte alle minacce".



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