Afghanistan, attacco contro gli italiani
Le manipolazioni arrivano però anche dal campo di Karzai, che sta facendo circolare la voce di una vittoria con il 71% dei consensi. A queste voci ha dovuto replicare il presidente della Iec Azizullah Lodin, che ha ripetuto ancora una volta come un predicatore nel deserto che "qualsiasi risultato diffuso da partiti politici, candidati o media non ha fondamento e non è assolutamente valido". Per quanto riguarda il lento procedere dei lavori, Lodin ha indicato che finora sono stati inseriti nel data base della Commissione i risultati di 876 sedi elettorali, mentre quelli di altre 47 sono stati bloccati perché viziati di difetti di forma o di contenuto, cioè brogli sicuri. Mentre la Commissione reclami ha annunciato di aver ricevuto 225 denunce di brogli, di cui almeno otto "gravi", in grado di comprettere i risultati almeno a livello locale. Non sono le migliaia annunciati da Abdullah, ma di magagne ce ne sono state parecchie, denunciati anche dagli organismi internazionali: manomissione di urne, intimidazione dei votanti, voto multiplo ed in sostituzione di altri, nonchè illegale introduzione di schede nelle urne.
Buio pesto anche sull’affluenza. Qui sono gli stessi osservatori europei a far filtrare un risultato pessimo nel Sud ostaggio dei taleban, attorno al 10%. Mentre per la Iec gli afghani che non hanno potuto esercitare il loro diritto di voto sono stati soltanto 170.000, in otto distretti che sono sotto controllo totale dei taleban, appena l’1% del "corpo elettorale". Un corpo che in realtà ha subito pesanti mutilazioni, anche fisiche, come si è visto sabato con il taglio delle dita di almeno due elettori.
Il disastro maggiore, secondo fonti anonime tra gli osservatori europei, sarebbe nella provincia di Kandahar, feudo del chiacchierattisimo fratello di Karzai, Ahmad Wali. Ma gli scontri, e questo preoccupa anche i vertici militari americani (il comandante dello Stato maggiore Usa Mike Mullen ha parlato di "situazione grave, che sta peggiorando"), si stanno allargando anche al Centro e al Nord. I taleban non sono però più riusciti a penetrare a Kabul, dopo la prova di forza dei giorni immediatamente prima del voto.



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