Afghanistan/ Il generale Usa: stiamo perdendo
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L'Esercito italiano? Come la Ferrari in fumo di Raikkonen Di Paolo Melis Afghanistan/ Venerdì i funerali del parà ucciso |
Un picchetto d'onore interforze schierato all'aeroporto militare di Ciampino ha dato l'ultimo saluto al caporalmaggiore Alessandro Di Lisio, ucciso in Afghanistan. Il C130 dell'Aeronautica militare che ha riportato in Italia la salma è atterrato alle 8.50. Ad attendere il militare la mamma Addolorata, il papà Nunzio, le sorelle Maria e Valentina e la fidanzata Mariangela. Presenti le autorità politiche e militari: il presidente della Camera Gianfranco Fini, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il capo di stato maggiore della Difesa l'ammiraglio Vincenzo Camporini, il capo di stato maggiore dell'Esercito il generale di corpo d'armata Fabrizio Castagnetti e l'ordinario militare monsignor Vincenzo Pelvi.
Il feretro, avvolto dalla bandiera tricolore , è stato trasportato da 6 paracadutisti. Il presidente della Camera Fini, il sottosegretario Letta e il ministro La Russa hanno reso omaggio al militare. Poi il feretro è arriverato all'ospedale militare del Celio, e in serata a Campobasso dove sono previsti per venerdì i funerali.

Il cordoglio per la morte di Lisio
(nella foto a destra la fidanzata del militare)
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Mentre l'Italia piange la sua 14esima vittima della guerra in Afghanistan, continuano le polemiche tra le forze militari internazionali sui rischi della missione. A parlare è stato l'ammiraglio Michael Mullen, capo di stato maggiore congiunto statunitense, secondo cui l'insorgenza talebana in Afghanistan si e' fatta piu' violenta e piu' organizzata e la situazione sul campo, aggravata negli ultimi tre anni, e' destinata da andare sempre peggio. "Saranno gli afghani" ha detto Mullen in un'intervista alla Bbc, "ad avere la meglio sui talebani". Le truppe alleate impegnate nel Paese centro-asiatico vanno incontro a "battaglie sempre piu' difficili" e la sfida nel prossimo anno e mezzo sara' a trascinare l'Afghanistan fuori da quella spirale di violenza che dal 2006 sottrae speranze alla popolazione.
Mullen ha ammesso che è impossibile prevedere quanto tempo sara' necessario per migliorare la situazione della sicurezza, ma l'ultima fase, l'imponente offensiva lanciata nella provincia di Helmand, è "solo all'inizio". Intanto dalle pagine del Corriere della Sera, in una lettera, il ministro degli esteri, Franco Frattini, è tornato a difendere la validita' della missione. Il sacrificio del para' Alessandro Di Lisio in Afghanistan "non e' stato invano" ha assicurato, ora la "via di uscita" e' una sola: la pace nel Paese. Frattini ha anche spiegato che l'Italia e' determinata a non lasciare spazio ai "professionisti dell'odio". "I nostri ragazzi" ha scritto il ministro degli Esteri su Twitter, "sanno molto bene che il rischio che corrono e' quello estremo della vita, ma noi e loro sappiamo che sono li' anche e soprattutto per non lasciare campo libero ai professionisti dell'odio e della morte".



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