Afghanistan al voto con lo spettro dei talebani
Afghanistan, attacco alla Nato: morti
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Ma a condizionare i risultati delle Presidenziali in Afghanistan del 20 agosto emergono molti altri fattori. "Ci sono la sfiducia nell’apparato statale;la corruzione imperante nell’amministrazione pubblica; la crescita della criminalità, in parecchi casi molto più grave che il pericolo terrorista; il ritorno dei vecchi signori della guerra adesso alleati con Hamid Karzai", li riassume Aharoun Mir, commentatore di Kabul e direttore del Centro Afgano per la Ricerca e lo Studio della Politica. A detta di Saad Mohseni, noto e giovane direttore di Tolo, la più popolare televisione privata ormai diffusa in larga parte del Paese, conseguenza di tutto questo è far ripiombare l’Afganistan nei tempi bui del passato più difficile.
"Quando viene a cadere l’autorità statuale, quando la polizia è corrotta, gli ospedali non funzionano, mancano le strade, i tribunali non garantiscono la certezza della pena per i criminali e l’economia ristagna, inevitabilmente la popolazione chiede aiuto e protezione agli antichi sistemi di organizzazione sociale, che qui sono le appartenenze etniche, le tribù e la famiglia. I talebani prendono il posto dello Stato. È triste dirlo, ma queste elezioni presidenziali sono molto più condizionate dal fattore etnico-tribale che non quelle dell’ottobre 2004 o del tempo delle parlamentari nell’estate 2005", sostiene.
Tra tante incertezze, ecco alcuni dati resi noti dalla Commissione Parlamentare afgana. "È importante notarlo, tra i fatti positivi: nel passato furono l’Onu e le truppe della coalizione Usa-Nato-Isaf a organizzare il voto. Questa volta sono gli afgani, con il nostro sostegno esterno per le questioni legate alla sicurezza", osserva l’ambasciatore Fernando Gentilini, rappresentante civile della Nato presso il governo afgano.
Sono state approntate circa 6.500 stazioni di voto in tutto il Paese per 16,7 milioni di elettori già registrati, 41 per cento donne (su di una popolazione complessiva di circa 28 milioni, composta per il 68 per cento da cittadini minori di trent’anni). Nel 2004 i registrati erano stati 12 milioni. Oggi i candidati presidenziali sono 36, salvo ritiri dell’ultimo minuto, tra cui 2 donne. "Ma non hanno alcuna possibilità di successo. Sono state messe in lista solo perché piace agli occidentali", sostengono in tanti. In parallelo si voterà anche per il rinnovo dei 34 Consigli Provinciali. Qui i candidati sono 3.324, di cui 342 donne. Nel 2005 erano stati 3.200, comprese 286 donne. L’opinione più diffusa è che Karzai venga rieletto, però in seconda battuta e con una molto minore affluenza alle urne. Le prime informazioni sono previste entro fine agosto, quando saranno arrivati i primi dati parziali dai seggi più remoti (l’altra volta lo scrutinio era stato a Kabul e nei centri provinciali, ora la prima conta dei voti avverrà direttamente ai seggi). L’annuncio ufficiale dei risultati è previsto per il 7 settembre.



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