Afghanistan, dietrofront di Parigi: niente ritiro delle truppe
La Francia fa marcia indietro sul ritiro immediato delle truppe dall'Afghanistan, ipotizzato a seguito dell'uccisione di quattro soldati a Kapisa, nella parte orientale del Paese, per mano di un terrorista con indosso la divisa delle forze di sicurezza. "Non cederemo al panico e non intendiamo ritirare totalmente le truppe dall'Afghanistan nel 2012 - ha dichiarato il ministro degli Esteri, Alain Juppe', in un intervento all'Assemblea nazionale, in risposta all'opposizione socialista che reclamava il ritiro dei soldati entro la fine dell'anno -. Non bisogna confondere un rientro ordinato con uno precipitoso", ha aggiunto Juppe'. A sospendere temporaneamente tutte le operazioni militari era stato lo stesso presidente francese Nicolas Sarkozy. "Non posso accettare che dei soldati afghani uccidano soldati francesi. L'esercito francese e' in Afghanistan al servizio della popolazione contro il terrorismo e contro i talebani", aveva detto il presidente. Il responsabile dell'attentato, che indossava un'uniforme dell'Afghan National army (Ana), improvvisamente ha aperto il fuoco su un gruppo di soldati francesi disarmati e senza protezioni (stavano facendo jogging), uccidendone quattro e ferendone altri 16 prima di essere bloccato e arrestato. Subito dopo la sparatoria, i militari di Parigi hanno costituito una cornice di sicurezza lungo tutto il perimetro della base, non permettendo a nessun soldato afgano di accedervi. Il ministro degli Esteri Alain Juppe' interviene all'Assemblea nazionale, "non cederemo al panico"
I talebani hanno rivendicato l'azione come la risposta al video che ritrae alcuni marines americani nell'atto di urinare sui cadaveri di alcuni guerriglieri. Per Isaf, pero', e' presto per parlare.
Dal quartier generale della forza Nato a Kabul fanno sapere di non poter confermare al momento che la man dietro all'attacco sia quella dei talebani. Con i quattro morti, arriva a 82 il numero dei soldati francesi uccisi in Afghanistan dalla fine del 2001. Per loro, inoltre, l'anno piu' duro e' stato il 2011, in cui hanno perso la vita 26 militari. La notizia annunciata oggi da Juppe' non desta particolari sorprese nella comunita' internazionale. Un ritiro immediato delle truppe sarebbe stato quasi impossibile. Prima di lasciare lo stato asiatico, infatti, Parigi si sarebbe dovuta preoccupare - in collaborazione con gli altri paesi della missione Isaf - di trovare forze per rimpiazzare i propri militari (e cio' richiederebbe tempo). Senza contare che la Francia si sarebbe trovata in difficolta' nei confronti degli altri alleati nel paese, soprattutto quelli che hanno subito perdite tra le proprie fila ma che quotidianamente continuano a fare il loro lavoro in Afghanistan.


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