L'affondo di Fini sulle intercettazioni: "Una legge per interesse di qualcuno"

Sabato, 8 ottobre 2011 - 16:57:20
gianfranco fini

Per Gianfranco Fini la legge sulle intercettazioni "non è la migliore legge per l'interesse nazionale ma forse per l'interesse personale di qualcuno". Il presidente della Camera, incontrando gli imprenditori siciliani nella sede di Confindustria a Palermo e aprendo il tour nazionale di Fli, attacca Berlusconi. "Non se ne può più di videomessaggi, di annunci e promesse non mantenute. Il governo non governa e il premier è in tutt'altre faccende affaccendato". E rincara. "Un giorno serve il processo breve e un giorno il processo lungo a seconda di quello che conviene".

BERLUSCONI - Poi continua: "Se Berlusconi amasse l'Italia avvertirebbe l'esigenza di fare un passo indietro". «Invito Berlusconi a fare un bagno di umiltà e realismo» ha detto Fini riferendosi alla posizione del premier sulla patrimoniale e sul contributo di solidarietà. «Berlusconi ha detto che se avessero adottato questi provvedimenti avrebbero danneggiato gli interessi dell'elettorato del Pdl - ha aggiunto Fini -. Ma gli elettori del Pdl sono gli operai, gli studenti, i giovani». Comunque, aggiunge Fini «è finita l'era del berlusconismo e del bipolarismo». LA LEGA - "Quelli della Lega danno il meglio quando a Pontida si vestono da Unni e Barbari". È quanto dice il Presidente della Camera Gianfranco Fini parlando della Lega di Umberto Bossi e dell'ipotesi più volte annunciata della secessione dell'Italia.

"ANDATI VIA" - "Ce ne siamo andati perché dal Pdl perché non ce la sentivamo di difendere l'indifendibile. Siamo stati messi alla porta perchè ponevamo alcune questioni. Non ci convince e non ci convinceva la necessità di assecondare Bossi quando parlava di secessione o di rinunciare alla legalità come valore senza il quale non ci può essere democrazia e libertà" ha detto davanti alla folla del teatro Politeama.

LA POLITICA - Poi ha concluso: "La politica oggi usa lo specchietto retrovisore, si concentra sul presente ma non guarda al futuro. Non ci si chiede quale sarà lo scenario tra 10 anni". "Non è difficile capire le sfide che abbiamo davanti - ha aggiunto -, se non si affrontano ci travolgeranno. Occorre una strategia di ampio respiro".

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