Anteprima - La Patrizia D'Addario tutta opera, letteratura e cucina
A pagina 135 del libro "Gradisca Presidente", in uscita per Aliberti Editore, scopriamo un'altra Patrizia D'Addario. E, non neghiamocelo, sgraniamo ben bene gli occhi. Non foss'altro per capire se sogniamo o siam desti. Perché ci ritroviamo di fronte a un'onnivora di letteratura, che spazia dalla fantasia dello spagnolo Ruiz Zafón alla delicatezza dei versi della poetessa Alda Merini. Scopriamo una raffinata ascoltatrice di musica "Buddha Bar" (alzi la mano chi sa di cosa si tratti) e al tempo stesso colta fruitrice di opere come La Traviata, La Tosca e Il rigoletto. E infine: come poteva non mancare l'amore per la cucina. Insomma, quella che esce da queste pagine è una Patriziona nazionale colta, raffinata e amante della casa. Un misto tra Maria Callas, Jacqueline Kennedy e Carla Bruni. Perfetta. Stupenda. Un'ultima cosa: a Patrì! Il capitolo è finito, mo' scendi da quelle nuvole!
ANTEPRIMA - DA "GRADISCA PRESIDENTE"
Libri, musica, cinema e cucina: le mie passioni
Mi piace leggere storie vere, racconti, romanzi o poesie dentro le quali io possa ritrovarmi. Per esempio mi è piaciuto moltissimo il libro di Veronica De Laurentiis, Riprenditi la tua vita, perché parla di una figlia violentata dal padre che riesce a superare il trauma. Nel mio caso non c’è nulla di autobiografico, non ho subìto violenza sessuale da parte di mio padre, ma anche lui era violento e con me aveva un brutto rapporto.
Mi è piaciuto Quando la notte, di Cristina Comencini, perché parla di un uomo orrendo che fa breccia nel cuore di una donna bella e sensibile. Vi ho trovato affinità fra me e il mio ultimo uomo. Ho trovato bello il libro di Margaret Mazzantini, Venuto al mondo, o quello di Dalila Di Lazzaro L’angelo della mia vita, perché parlano di figli e mia figlia è la cosa più bella e importante che ho.
L’opera di fantasia che più mi ha colpito è invece L’ombra del vento, dello spagnolo Ruiz Zafón. Qui si tratta di una specie di gioco, si parla di magia e i giochi e la magia, si sa, sono la mia passione. Leggo volentieri anche Gianrico Carofiglio, mi piacciono le sue storie e poi è anche della mia città.
La recente morte di Alda Merini mi ha colpita molto perché ho sempre pensato che follia e poesia siano un connubio perfetto. «Io nacqui destinata a soffrire. Mi auguravo di morire. Ma la vita mi fu feroce: mi lasciò sopravvivere » sono i versi di Alda Merini che mi piacciono di più, potrebbe essere il mio ritratto, o quello che vorrei fosse scritto sulla mia tomba.
La musica che ascolto da qualche anno è quella che chiamano la Buddha bar o Caffè del mar. Musica ambient per intenderci, rilassante per l’anima e per il corpo. La mettevo anche quando accompagnavo gli uomini in viaggio, poiché guidando io, anche la musica la sceglievo io.
Mi piace però anche l’opera italiana, Tosca e Traviata sono le mie preferite, ovviamente. Ma amo anche Rigoletto. Non dimenticate che, insieme a Mimmo, abbiamo anche partecipato al Rigoletto del Petruzzelli.
I miei cantanti preferiti non hanno a che vedere con i tempi della mia giovinezza, piuttosto con quelli di mio padre e mia madre. Mi piace Frank Sinatra per esempio, o, per venire più a noi, Liza Minnelli. Entrambi li ho studiati perché li ho imitati nel mio spettacolo di travestimenti al congresso di magia di Losanna, li conosco fin nei minimi particolari.
Il mio mito del cinema è Marilyn Monroe, lo è sempre stata, so tutto di lei. Oggi poi mi piace pensare che anche lei ha amato un presidente, John Kennedy, anzi quasi due, perché pure suo fratello Bob era innamorato di lei, ricambiato. Poi fu ucciso anche lui e prima di arrivare alla Casa Bianca. Marilyn finisce male lo so, ma avete capito che mi attirano i perdenti, non i vincenti. È vero che tutte le mie battaglie le faccio per vincerle, ma non ce ne è una che non avrei intrapreso perché l’ho persa.
Mi piace anche Angelina Jolie, ma sopratutto in Changeling, il film di Clint Eastwood. Forse mi piace soprattutto la storia della protagonista. Non si arrende alla prepotenza dei potenti nemmeno di fronte al manicomio e alle torture dell’elettroshock. Anche io.
Come attore invece amo Richard Gere, anche come uomo per la verità, credo che sia proprio il mio tipo ideale di maschio, è così chic, atletico senza essere un palestrato, raffinato senza essere effeminato.
Poi, non c’entra con i libri e nemmeno con la musica, ma dovete saperlo: amo moltissimo cucinare, soprattutto i dolci, ma so fare di tutto, dai primi ai secondi di carne e di pesce. Se a palazzo Grazioli, la sera della cena del 16 ottobre avessi cucinato io, avremmo mangiato senz’altro meglio. È una virtù di famiglia, ve l’ho detto che anche mio fratello minore cucinava, ma pure mia madre è brava ai fornelli. Io, di più.



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