Medio Oriente, sette giorni per evitare la guerra
C'è una settimana per salvare i negoziati di pace diretti tra Israele e palestinesi. Malgrado i coloni ebraici abbiano ripreso a costruire appena scaduta la moratoria sugli insediamenti, il presidente palestinese, Abu Mazen, ha fatto sapere da Parigi che ogni decisione sull'eventuale prosecuzione dei colloqui è rinviata al vertice della Lega araba del 4 ottobre. "Prima del 4 ottobre non ci sarà alcuna risposta ufficiale palestinese", ha spiegato il suo portavoce, Nabil Abu Rudeina, prima dell'incontro di Abu Mazen con il presidente francese Nicolas Sarkozy. 
Netanyahu-Obama-Abu Mazen
"Siamo in contatto continuo con l'Amministrazione Usa e gli sforzi statunitensi sono intensi, ma aspettiamo una parola chiara da Israele così da poter dare una risposta chiara e definitiva". Gli Stati Uniti hanno espresso "delusione" per il mancato rinnovo della moratoria sulle colonie da parte israeliana e hanno lodato la cautela di Abu Mazen. "La moderazione e' apprezzata", ha affermato il portavoce del Dipartimento di Stato, Philip Crowley, "questa settimana ci terremo in contatto con Israele" e "con gli altri Paesi coinvolti" nei negoziati di pace. Da parte americana, ha aggiunto Crowley, c'e' l'auspicio che la Lega araba del 4 ottobre "continuera' ad affermare il sostegno per il processo di pace".
Nonostante le pressioni internazionali andate avanti per settimane, il premier Benjamin Netanyahu non ha cambiato la posizione e non ha esteso la moratoria sulle nuove costruzioni in Cisgiordania, formalmente conclusa alla mezzanotte di domenica. Proprio pochi minuti dopo la mezzanotte, Netanyahu ha fatto appello ad Abu Mazen per il prosieguo dei colloqui, iniziati all'inizio del mese. Abu Mazen ha risposto immediatamente: "Netanyahu deve decidere di congelare gli insediamenti, per creare un clima adeguato al proseguimento dei colloqui". Ma cosi' non e' stato. Poco dopo l'alba, l'attivita' di costruzione e' ripresa in una dozzina di insediamenti di piccole dimensioni. Una ruspa e' stata vista alla periferia di Adam, a nord di Gerusalemme; un'altra che preparava le fondamenta a Kohav HaShahar, a nord-est di Ramallah. Un bulldozer e' stato visto anche a Shaar Binyamin, vicino a Ramallah.
I coloni hanno cominciato ad operare anche ad Ariel, dove le case previste sono una cinquantina, destinate a famiglie evacuate nel 2005 dalla colonia di Netzarim, nella Striscia di Gaza. La scadenza della moratoria significa che chiunque avesse ottenuto un permesso prima della moratoria puo' avviare o riprendere i lavori. Tuttavia, nei giorni della festa del Sukkot, durante la quale gli ebrei non dovrebbero lavorare, il ritmo di edificazione dovrebbe essere lento. Questo dara' il tempo alle diplomazie di cercare un'intesa.



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