Dopo-Abruzzo/ Il veltroniano Bettini rimanda il "nodo" del rapporto con l'Italia dei Valori. Di Pietro: ora alternativa a Berlusconi con chi ci sta

Martedì, 16 dicembre 2008 - 12:56:00


Con l'Idv di Antonio Di Pietro c'è stata "un'alleanza locale determinata da una situazione di emergenza. Non c'è stato un rapporto privilegiato con Di Pietro. Ma non mi sembra sia questo il momento di discutere se stare o meno con Di Pietro, se rompere o non rompere, perché non abbiamo nulla da rompere visto che non si è fatto nessun matrimonio". Goffredo Bettini, al termine della riunione del coordinamento, spiega così i rapporti tra Pd e Idv, all'indomani della sconfitta in Abruzzo e del dibattito interno sull'opportunità di rompere l'alleanza con Di Pietro.

Bettini ricorda che "il tema delle alleanze è stato chiarito con nettezza: si affronterà quando ci saranno scadenze elettorali e verranno fatte sulla base di una convergenza e coesione programmatica". Ora, invece, il Pd deve concentrarsi sullo "sviluppo della nostra proposta al Paese così da individuare quegli spazi nuovi e le tante carte a disposizione del Pd". Certo, ammette infine Bettini, "se Di Pietro avesse personalizzato meno la campagna elettorale e avesse curvato meno su certi temi che gli consentivano di fare da contraltare a Berlusconi e avesse avuto più spirito di coalizione, probabilmente avremmo avuto in Abruzzo un risultato migliore".

Ciò che emerge dal voto è che c'è "una situazione di malessere, sfilacciamento e, come nel caso dell'Abruzzo, perfino di emergenza" che ha colpito in particolare il Pd, perché "nato proprio per portare avanti un progetto di rinnovamento della politica e delle istituzioni". Ed è per questo che "noi abbiamo suscitato la maggiore delusione". Ora, il Pd "deve spingere sull'acceleratore dell'innovazione", anche e soprattutto "della classe dirigente". Questo il ragionamento svolto nella riunione del coordinamento del Pd, così come riferito da Bettini, coordinatore dell'iniziativa politica e tra i bracci destri del segretario Walter Veltroni. "Il voto in Abruzzo - aggiunge Bettini - evidenzia in modo nettissimo un malessere dei cittadini verso le istituzioni ed è una distanza che si fa sempre più preoccupante".

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