Ratzinger difende Papa Pacelli/ Pio XII "agì in silenzio per salvare gli ebrei". E ancora: "Preghiamo per la beatificazione"
Quello di Pio XII sulla persecuzione degli ebrei fu non fu un silenzio dettato da condivisione o paura, ma dalla convinzione che senza clamori la sua azione di aiuto e solidarietà avrebbe avuto più efficacia. E' questa la ricostruzione storica offerta da Benedetto XVI durante l'omelia della messa celebrata nell'ambito del Sinodo dei Vescovi in occasione dei 50 anni dalla morte di papa Pacelli.
Parole dettate anche dalla necessità di smorzare le polemiche lanciate nei giorni scorsi dal rabbino capo di Haifa Shear Yesuv Cohen. Invitato al sinodo in qualità di ospite, il religioso ebraico aveva infatti rilanciato le accuse contro Pio XII: "Crediamo che non dovrebbe essere beatificato o preso a modello, perché ha mancato di salvarci o di levare la sua voce, anche se ha cercato segretamente di aiutare".
Le cose secondo Ratzinger andarono però diversamente. Di fronte alla persecuzione nazista e fascista degli ebrei, ha sostenuto stamane il Pontefice, papa Pacelli "agì spesso in modo segreto e silenzioso proprio perché, alla luce delle concrete situazioni di quel complesso momento storico, egli intuiva che solo in questo modo si poteva evitare il peggio e salvare il più gran numero possibile di ebrei". "Per questi suoi interventi - ha poi aggiunto - numerosi e unanimi attestati di gratitudine furono a lui rivolti alla fine della guerra, come pure al momento della morte, dalle più alte autorità del mondo ebraico".



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