Dal Vaticano siluro a Israele e carezza all'Islam

Giovedì, 6 novembre 2008 - 15:41:00


La beatificazione di Pio XII "è di esclusiva competenza della Santa Sede". E' la secca replica del segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, al ministro israeliano per gli Affari sociali Isaac Herzog e ad altri esponenti ebraici, che avevano duramente contestato l'ipotesi di beatificazione di Papa Pacelli, accusato di aver taciuto o addirittura di connivenza con i nazisti per l'Olocausto. La beatificazione è "un fatto religioso che esige di essere rispettato da tutti", ha affermato Bertone.

Sulla figura di Pio XII sono state sollevate "polemiche strumentali, sempre meno comprensibili e soprattutto che con la storia hanno ben poco a che fare", ha aggiunto il segretario di Stato vaticano che, intervenendo a un convegno promosso dalla Pontificia Unviersità Gregoriana per il cinquantesimo anniversario della morte di Pio XII, ha ricordato che esiste "un fondo degli archivi vaticani che arriva al 1947 ed è interamente aperto ma nonostante questo quasi inutilizzato. Evidentemente a molti la storia importa soltanto se può essere usata come un’arma". La rappresentazione di Pio XII come indifferente alla sorte delle vittime del nazismo e come "Papa di Hitler", ha proseguito il cardinale, "prima ancora che oltraggiosa, da un punto di vista storico è insostenibile, così come senza fondamento storico è l’immagine di un pontefice succube degli americani". Secondo Bertone, quindi, "di fronte agli orrori della guerra e a quella che poi sarebbe stata definita la Shoah, Papa Pacelli non restò neutrale o indifferente e quello che viene bollato come silenzio fu invece una scelta consapevole e sofferta, basata su un giudizio morale e religioso chiarissimo".

"Conveniamo con il cardinale Bertone che l’opera di beatificazione va guardata con rispetto come affari interni alla Chiesa cristiana", ha replicato Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma, "purché non vengano usate strumentalmente per raccontare eventi che non corrispondono alla verità storica".

Ricevendo i partecipanti al Forum cattolico-musulmano, Benedetto XVI ha affermato che "i leader politici e religiosi hanno il dovere di assicurare il libero esercizio dei diritti nel pieno rispetto della libertà di ogni individuo e della libertà di coscienza e di religione. Le persecuzioni sono atti inaccettabili e ingiustificabili, ancora più deplorevoli se portati avanti in nome di Dio. La mia speranza è che i diritti umani fondamentali siano protetti ovunque per tutte le persone". Joseph Ratzinger esorta i rappresentanti del cristianesimo e dell'islam a impegnarsi per superare "le incomprensioni e i pregiudizi del passato e a correggere le immagini spesso distorte dell'altro che anche oggi possono creare difficoltá nelle nostre relazioni".

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