Da documenti riservati inglesi la prova che Londra attaccò l'Iraq per il petrolio

Mercoledì, 20 aprile 2011 - 17:50:00

Blair Bush Aznar

Non era una sopresa, si era sempre saputo ma ora c'é anche una conferma autorevole. George W.Bush aveva appena proclamato "missione compiuta" e già a Londra si discuteva ai massimi livelli della spartizione del greggio iracheno. L'Independent pubblica oggi una sorta di "seconda puntata" tratta dagli "appunti", finora mai pubblicati, di alcune riunioni tra il governo britannico e i vertici della aziende petrolifere nei giorni cruciali dell'invasione irachena del 2003.

Per il governo di Londra - si evince dai memo - il greggio iracheno è di "vitale importanza" per la sicurezza energetica a lungo termine del Paese e la privatizzazione dell'industria petrolifera irachena costituisce un elemento "centrale" dei piani post-invasione.

Nonostante in pubblico l'allora premier Tony Blair e si suoi ministri dichiarassero che le riserve petrolifere irachene (stimate in 112 miliardi di barili) fossero una questione di esclusivo interesse del popolo iracheno, a porte chiuse si metteva ben in chiaro l'importanza cruciale dell'oro nero: "L'aspetto futuro dell'industria irachena influirà sul mercato del greggio e sul funzionamento dell'Opec, su entrambi dei quali abbiamo un interesse vitale". I funzionari britannici "auspicavano" un settore petrolifero "aperto agli investimenti stranieri e con i dovuti adeguamenti per lo sfruttamento di nuovi giacimenti".

Sulla base delle stesse fonti, ieri l'Indipendent dava notizia di colloqui riservati tra membri del governo britannico e i rappresentanti delle maggiori compagnie petrolifere internazionali, interessate a partecipare alla spartizione delle risorse petrolifere irachene, fin da prima dell'inizio della guerra. In particolare il resoconto di una riunione del 31 ottobre 2002 con Shell, Bp e British Gas riporta: "La baronessa Symons (allora ministro per il commercio) concorda sul fatto che sarebbe difficile accettare che le compagnie petrolifere britanniche vengano estromesse dall'Iraq se la Gran Bretagna assumerà un ruolo fondamentale di supporto agli Usa nel risolvere questa crisi". Il ministro ha poi assicurato alle compagnie di "fornire loro una risposta entro Natale".

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