Patrimonio An/ Granata (Fli), piena luce su responsabilita'

Mercoledì, 8 febbraio 2012 - 20:03:00
la russa

Ignazio La Russa nega che nelle casse della Fondazione An ci sia stato un "ammanco" e allontana ogni dubbio si possa trattare di "un nuovo caso Lusi", ovvero la vicenda anche giudiziaria che coinvolge l'ex tesoriere della Margherita. A margine degli incontri sulle riforme, il coordinatore del Pdl spiega il suo punto di vista sulla vicenda del patrimonio dell'ex Alleanza Nazionale, dove sembrerebbero mancare 26 milioni di euro nella gestione tra il 2010 e il 2011, relativi al patrimonio della Fondazione An, e che sarebbero stati spostati nella casse del Pdl: "Non mi occupo della gestione del patrimonio - premette La Russa - ma sono sicuro, e risulta per tabulas, dell'assoluta correttezza di chi oggi amministra la Fondazione An, mentre non ho elementi di conoscenza per quel che riguarda l'amministrazione precedente. Mi auguro - aggiunge - che anche questa sia stata fatta in modo altrettanto corretto". Detto questo, "dopo aver letto i giornali oggi mi sono informato - riferisce La Russa - e mi hanno spiegato che quello da verificare non e' se chi ha fatto l'operazione era titolato a farla". Peraltro "non c'e' dubbio sulla destinazione dei soldi fino all'ultimo euro, ma siccome erano dei commissari liquidatori, quello che va chiarito e' se potevano gestire in quel modo i soldi, e devo dire che oggi Bocchino in tv su questo e' stato chiaro". Dunque, per il coordinatore Pdl, "neanche lontanamente si puo' dire di essere di fronte ad un nuovo caso Lusi", ed inoltre "di questi 26 milioni molto piu' di 20 sono stati gestiti dalla precedente amministrazione. Quindi cos'e', un'autodenuncia?". 

"Sarebbe gravissimo scoprire che i contributi dei militanti del Msi, fatti di sangue e militanza, siano stati utilizzati per finanziare il partito del miliardario Berlusconi o, peggio, per arricchimenti privati. Ora e' anche piu' chiaro a cosa tendeva la macchina del fango su Montecarlo e l'espulsione da ogni possibilita' di controllo sulla Fondazione An e sul Secolo di tutti gli uomini e le donne che hanno condiviso con Fini la nascita di Futuro e Liberta'. Ora potranno emergere le responsabilita' e sara' fatta chiarezza anche su tanti duri e puri: ne vedremo delle belle". Lo dichiara il vice coordinatore di Futuro e Liberta', Fabio Granata.

"Oggi faro' una riunione con gli avvocati. Quello che si legge sui giornali sul patrimonio di Alleanza nazionale fa vergognare. Se e' vero, gli facciamo fare la fine di Lusi". "Non e' affatto vero, come riportano alcuni quotidiani, che dal patrimonio di Alleanza Nazionale siano 'spariti' 26 milioni di euro. Si tratta di un becero tentativo strumentale che non ha alcun fondamento". Cosi' in una nota il senatore Franco Mugnai (Pdl), presidente della Fondazione di Alleanza Nazionale. "La cifra alla quale si fa riferimento riguarda infatti pagamenti che sono tutti in bilancio, tracciabili e documentati, e approvati preventivamente e consuntivamente quasi sempre all'unanimita' da tutti gli organismi eletti dal Congresso di cui fanno parte tutt'ora anche la signora Rita Marino e gli onorevoli Donato Lamorte e Enzo Raisi, strettissimi collaboratori di Gianfranco Fini", sottolinea Mugnai. "Trattasi, tra l'altro, di pagamenti in larghissima misura antecedenti all'ottobre 2010, data nella quale sono subentrato al senatore Pontone nell'incarico di presidente del Comitato di Gestione di Alleanza Nazionale - aggiunge - Dopo tale data l'attivita' liquidatoria ha determinato uscite per euro 4.800.000, di cui 2.200.000 in favore del Secolo d'Italia, 1.200.000 per il personale e 1.000.000 di minor rimborso elettorale. Nessuno, quindi, si e' messo soldi in tasca o ha agito per fini personali". "Sulla controversia, se l'attivita' voluta dall'ultimo Congresso di An in attesa della Fondazione dovesse essere di mera liquidazione come ritenuto dal Presidente del Tribunale, ovvero anche gestoria medio tempore, come leggesi nelle determinazioni congressuali, deve ancora pronunziarsi definitivamente la Corte di Appello - conclude - Di indagini penali, che comunque non potrebbero che accertare l'assoluta trasparenza delle nostre azioni, non abbiamo alcuna notizia. Di penale semmai in questa vicenda ci sono e ci saranno sicuramente le denunce che stiamo facendo a tutela di An e dei suoi rappresentanti".



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