Parlamento pulito, beppe grillo

Venerdì, 26 agosto 2011 - 11:15:00
Il pregiudicato Previti si è dimesso nel luglio 2007, un attimo prima di essere cacciato dal Parlamento. Corruttore di giudici, evasore fiscale dichiarato, servo del suo padrone prescritto. Ne rimangono altri 24 di pregiudicati, di condannati, di onorevoli wanted. La mia battaglia per ripulire il Parlamento, almeno da quelli che si sono fatti beccare, è iniziata il 7 giugno 2005. Scrissi nomi e condanne sul blog. La reazione dei lettori fu di stupore: Dell'Utri, Frigerio, Vito pregiudicati? Sgarbi condannato? Gli stessi a cui i giornalisti pulivano le scarpe nei talk show televisivi? Nelle schede elettorali accanto al loro nome non c'era scritto nulla. Solo il partito. Di solito era Forza Italia. Un nome che vale un bollino penale di certificazione. Su 24 pregiudicati, ben dieci sono di Forza Italia, la casa circondariale delle libertà. Decisi di fare una raccolta firme e inviarle a Barroso, allora presidente della Comunità Europea. Ne arrivarono 14.000 in pochi giorni che gli inviai in un cd. Chiesi di incontrarlo. Mi fece rispondere da un funzionario. Risposta tecnica, nessuna presa di posizione. Un piccolo burocrate.

Fallita la via europea alla liberazione italiana dai malfattori, cambiai strada. Lanciai una sottoscrizione sul blog per pubblicare nomi-cognomi-reati sui quotidiani nazionali. Pensavo che bastasse pagare dato che le informazioni erano vere e soprattutto pubbliche. Sbagliavo. Non un solo quotidiano nazionale accettò. Si manifestò la famosa indipendenza dei giornali dalla notizia. Infatti, o leggi il giornale, o ti cerchi la notizia. Non hai alternative.

Bussai alla porta di testate internazionali. Le porte rimasero chiuse per due mesi finché accettò l'International Herald Tribune che pubblicò l'appello al mondo il 22 novembre 2005 per 48.275 euro più Iva. All'estero non volevano crederci. Loro i pregiudicati li tengono in galera. La Bbc world service gli dedicò una trasmissione. Il segretario della Gandhi Peace Foundation mi inviò una lettera di congratulazioni Scrisse che il mio messaggio era stato ripreso da tutti i giornali indiani. Mi spiegò che in India avevano Io stesso problema. Una volta lì i criminali finanziavano i politici e ora entravano direttamente in politica. Undici di questi erano però stati cacciati dal Parlamento e mi augurava lo stesso per i nostri.

Tutti i giornali italiani furono costretti a riprendere la notizia. Alcuni parlamentari minacciarono querele. Altri dissero alla radio, in televisione, al giornalista di turno inginocchiato a fare un servizio (o un pompino, è uguale) che non si sarebbero fatti giudicare da un comico pregiudicato può giudicare il comico, ma il contrario non è possibile), che non bisogna confondere la politica con la giustizia (che, infatti, in Italia non hanno nulla in comune), che il loro reato non è così grave... Pomicino mi telefonò a casa per spiegarmi le sue tangenti e le sue corruzioni, roba senza importanza...

Nel 2006 ci furono nuove elezioni e un vento di speranza. Ma prima arrivò la legge elettorale dei porci della maggioranza di centrodestra. La definirono loro stessi legge "porcata". La legge cancellò il risultato del referendum elettorale del 1993 e l'elezione diretta del candidato. Mentre io proponevo la fedina penale del candidato nella scheda elettorale, i nostri dipendenti cancellavano il candidato dalle votazioni. Ne 2006 i pregiudicati se li sono scelti direttamente i segretari di partito. I risultati furono un vertiginoso incremento dei pregiudicati e un boom di quelli definiti da Marco Travaglio "diversamente onesti": indagati, imputati, condannati in primo o secondo grado, prescritti. Il totale arrivò a 82.

Meglio di Scampia a Napoli. Quando un deputato arriva a Scampia la gente si chiude in casa.
Per proteggere i "diversamente onesti" la categoria più presente in Parlamento è quella degli avvocati, sono lì per cambiare le leggi a favore dei delinquenti. Due anni dopo ho deciso di passare alle maniere forti. Sono andato al Parlamento europeo a Bruxelles per denunciare i nostri pregiudicati. Ho lanciato il V-day l'otto settembre 2007. Un giorno per raccogliere 50.000 firme per una legge di iniziativa popolare per un Parlamento

Pulito in tre punti: no ai parlamentari condannati, solo due mandati, votazione diretta del candidato. Ho depositato la richiesta in Cassazione. Il suo Presidente in corridoio mi ha detto di essere d'accordo con me, ma di non dirlo a nessuno. La Corte dei Conti ha poi dichiarato che la legge serve per combattere la corruzione.

Ho inviato una mail a tutti i senatori e deputati. Mi hanno risposto in 200, molti sono d'accordo. Persino Scajola. Ho fatto un documento e l'ho pubblicato sul blog. È arrivato ed è passato 1'8 settembre. C'è ora una maggiore consapevolezza nei cittadini. Chi ha sbagliato non può pagare per sempre, ma non può neppure rappresentarci. Prima dei pregiudicati, in lista per il Parlamento ci sono milioni di italiani onesti.
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