Zincar, Comune di Milano sotto accusa: "Impennata dei costi con la gestione di Palazzo Marino"
"L'aumento maggiore dei costi in Zincar è avvenuto dopo il passaggio del controllo al Comune". Lo hanno riferito oggi in commissione Bilancio a palazzo Marino i rappresentanti di PricewaterhouseCoopers, la società di revisione a cui il 27 maggio scorso è stato affidato l'incarico di supporto al Comune per la ricostruzione della distribuzione del deficit accumulato dalla Zincar fra il 2001 e il 2008. Nell'audizione, chiesta nella seduta di due settimane fa quando i consiglieri hanno ascoltato il liquidatore, Angelo Provasoli, e il direttore generale del Comune, Giuseppe Sala, i rappresentanti della PwC hanno presentato la loro relazione sul deficit della Zincar. Fino al 2005 - hanno detto - l'aumento dei costi è stato relativamente ridotto, c'è stata un impennata dopo che la società è passata sotto il controllo del Comune, con l'aumento di attività su commesse più grosse". i revisori hanno riferito di "una sovrastima delle commesse di circa 4,5 milioni", spiegando che in Zincar "i costi per finire le commesse sono sempre stati sottostimati".
Di 1,5 milioni invece i costi accertati "con nessuna correlazione con le commesse": fra questi, oltre a casi come quelli della "Manifestazione culturale Apologia di Galileo", del "concorso per la valorizzazione delle pietre tradizionali del Verbano" o del "contributo alla mostra di Arnaldo Ferraguti al Museo del Paesaggio" o per il programma tv "Cavalli e biciclette", nella relazione dei revisori figurano nel dettaglio spese per 14mila euro per la "realizzazione del fascicolo 'La voce della vigilanza urbana'", nell'aprile 2006, per 4.510 euro per un "catering c/o Comune di Milano - piazza Beccaria", per 1.500 euro per "biglietti di Natale".
Di "circa 6 milioni di euro", secondo quanto verificato dai revisori i "costi accumulati nelle commesse già chiuse al momento della messa in liquidazione, quindi riversati tutti all'interno del conto economico". "Nel bilancio Zincar ci sono due milioni di euro che ballano sul progetto sull'Idrogeno alla Bicocca, un progetto che risale al 2003. Il preventivo dunque ci sarebbe dovuto essere già allora: questo significherebbe che la Zincar nel 2005 arriva in pancia a Comune già con una previsione di costi sbagliata". Lo hanno detto i componenti del collegio sindacale di Zincar, oggi in audizione in commissione Bilancio a palazzo Marino - Intervenendo su quanto riferito dai rappresentanti della società di revisione PricewaterhouseCoopers, i sindaci hanno osservato che questa "previsione di costi sbagliata - significherebbe che il Comune ha preso da Aem una società già con un buco nero".
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L'audizione dell'ex commissario straordinario al Traffico, Gabriele Albertini, sulla situazione di Zincar. La chiede l'opposizione a palazzo a palazzo Marino, al termine dell'audizione della società di revisione dei conti PricewaterhouseCoopers e del collegio dei sindaci di Zincar in commissione Bilancio. Per l'opposizione è necessario chiarire se l'acquisizione delle quote di controllo della società da parte del Comune nel 2005 è stata precededuta da una due diligence: "E' importante - ha detto Maurizio Baruffi, capogruppo dei Verdi - sentire il commissario al Traffico, Gabriele Albertini, perché ci dica se è stata fatta una due diligence prima dell'acquisizione e quali erano le idee sue e dell'allora assessore alla Mobilità, Giorgio Goggi, sulla società". Per il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino, "il dato che potrebbe confermarsi è che il Comune nel 2005 ha acquisito una società con un buco già di 7 milioni", così come per Davide Corritore, del Pd "occorre chiarire come sono stati certificati i bilanci 2003 e 2004, prima del passaggio al Comune, e quanto valeva questa società nel 2005, quando l'amministrazione l'ha acquisita".
Chiarimenti a cui la società di revisione non ha potuto dare risposta: "Non sappiamo se sia stata fatta una due diligence né cosa sia stato fatto quando il Comune ha acquisito la maggioranza. L'ostacolo che abbiamo incontrato nel nostro lavoro è stato nel definire come si sia creata negli anni questa differenza fra il valore delle commesse e i costi sottostimati. Il sistema di controllo non ci ha permesso una stima ragionevole e a questa domanda non siamo in grado di rispondere, anche se era tra gli obiettivi del nostro lavoro". Una "grossa delusione", quanto riferito dai revisori oggi per Basilio Rizzo, della Lista Fo: con questa relazione non abbiamo le risposte che ci attendevamo". Riguardo alla richiesta di audizione di Albertini l'assessore al Bilancio, Giacomo Beretta, ha spiegato che "abbiamo chiesto al commissario gli atti di ogni singola commessa. Stiamo cercando di capire perché i costi sono lievitati e perché Zincar non ha mai detto che non riusciva a sostenere i costi di quelle commesse. Non abbiamo nessun problema a chiedere conto agli eventuali responsabili, anche se della maggioranza".
"La questione Zincar sarà affrontata domani in un Consiglio comunale monotematico, con l'intervento dell'assessore al Bilancio e un dibattito contingentato di 4 ore. La seduta è stata convocata anche sulla base della richiesta formulata dai consiglieri comunali ai sensi dello Statuto: doveva aver luogo giovedì 18 e la Conferenza dei Capigruppo ha deciso all'unanimità di rinviarla a martedì 30, dopo l'audizione della società di revisione in Commissione Bilancio". Lo ha detto il Presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri, precisando che la seduta è convocata per le 16.30.



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