Vogue stronca la borghesia milanese: "Ignorante"
"Quella milanese è una borghesia vera, nel senso che vive tranquilla i suoi week-end. Non viaggia, non si muove, non conosce gente, non ha rapporti con gli altri, non si mette in discussione. Il fatto e' che oggi esiste un unico partito, mentre non esiste neanche uno che sia all'opposizione e, quando non c'è un contraddittorio in nulla, non ci si confronta con nessuno. Questo è sbagliato". Questa la pungente critica del direttore di Vogue Italia, Franca Sozzani, affidata ai microfoni di "KlausCondicio", la prima trasmissione di approfondimento via web, in onda su YouTube. D'accordo con Klaus Davi sul fatto che l'attuale borghesia del capoluogo lombardo non possa essere ascritta al rango di classe dirigente, a differenza di quella parigina o londinese, e tanto meno ritenersi illuminata per lo scarso contributo offerto allo sviluppo artistico e culturale della città, la Sozzani ha commentato: "L'errore sta nel fatto che, quando si lavora, non bisogna pensare a un ritorno. Prima si lavora e si costruisce, poi, se c'è un ritorno, è chiaro che è molto meglio, anche se a volte quel ritorno non c'è". Il direttore di Vogue, infine, non ha risparmiato qualche consiglio. 
"Forse bisognerebbe anche leggere. Io lo faccio. Certo, la sera non esco quasi mai. Preferisco stare con gli amici. Non vedo perché io debba sempre andare a questa o a quella festa. Vado solo alle mie perché sono obbligata". Inoltre la Sozzani ha promosso Torino e bocciato Milano per quanto riguarda l'arte. "L'arte - ha detto - è una grande istituzione e dispiace constatare che purtroppo a Milano non abbiamo musei e, automaticamente, nemmeno gallerie d'arte. Torino, in questo senso, si è mossa molto meglio perché, tra il Museo di Rivoli e le numerose gallerie, si è fatto molto di più che non nel capoluogo lombardo. Questo - ha precisato la Sozzani - di certo non si può imputare alla Moratti piuttosto che a Berlusconi, ma si tratta di una lacuna atavica di Milano. Non ne faccio un discorso di colore politico. A mancare sono proprio gli spazi. Torino, invece, per come l'hanno ristrutturata, soprattutto in concomitanza con le Olimpiadi, e per come è stata risistemata a livello artistico, risulta di gran lunga più interessante".



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