Vittorio Sgarbi ad Affari: Boeri? Nei primi 100 giorni ha fatto poco
Di Fabio Massa Marco Granelli, assessore alla sicurezza di Palazzo Marino del Pd, cattolico, in una intervista ad Affaritaliani.it smorza le polemiche sulla sfilata di moda davanti al Duomo: "Siamo arrivati con l'acqua alla gola, si può anche fare in piazza". Però poi avverte: "Per il futuro bisogna ragionare insieme, nel tavolo che abbiamo creato con altri assessori e con la Diocesi" La polemica dell'Anpi? "Esiste un problema di rispetto dei valori della resistenza e un problema di rispetto dei valori cattolici. Ma è una logica perdente quella di tutelare ognuno il suo valore". L'amministrazione Pisapia? "Non sono mai stato in imbarazzo per nessun singolo provvedimento. Ma sui temi della famiglia e dell'allargamento ad altri tipi di relazioni tra persone, bisogna capire come declinare il programma elettorale". LEGGI TUTTO |
"Perché non spostarle a Piazzale Loreto... Non riesco a vedere il nesso tra i partigiani e le sfilate. Non è che le donne o gli stilisti siano fascisti e siano delle minacce per la libertà democratica. Mi sembrano delle forme di fanatismo. Non condivido la posizione dell'assessore Boeri". Vittorio Sgarbi interviene in un'intervista ad Affaritaliani.it sulla polemica dopo le proteste dei partigiani che si opponevano alle sfilate nella Loggia dei Mercanti.
Alla fine i partigiani hanno avuto la meglio. Le sfilate si terranno in piazza Duomo, lato Rinascente.
"La sacralità di un luogo non si dimostra impedendo una sfilata. La Loggia dei Mercanti è una parte viva della città, l'unico modo per onorare i morti è che la vita continui".
Boeri vuole riportare il "Quarto Stato" a Palazzo Marino.
"Ho detto all'assessore che il luogo ideale sarebbe la sala delle Cariatidi (nel Palazzo Reale, ndr) dove lo avevo messo io. E' connesso al Museo del Novecento ed è lo spazio ideale perché consente di camminare verso il quadro. Il fatto che ritorni come ai tempi di Antonio Greppi in Consiglio comunale è un segnale di grande intelligenza. Non occorre neppure che si faccia un dibattito. L'assessore ha il potere di farlo. Se non lo fa è perchè preferisce parlare".
Che cosa pensa del Museo di Arte Contemporanea, firmato Libeskind, che dovrebbe nascere nell´area della ex fiera?
"Non sono d'accordo e non nascerà lì. Fu un errore dell'Amministrazione di cui facevo parte. Ero stato messo in minoranza avendo indicato un luogo esistente come il palazzo delle Scintille dove però andavano fatti dei lavori. Avevo fatto una scommessa con Masseroli che i lavori non sarebbero finiti. I lavori non sono neanche iniziati, mi deve dare 5mila euro. Quattro anni fa c'era l'idea di finirlo entro la fine dell'Amministrazione Moratti. Ma non c'è il progetto definitivo e neanche la volontà dell'assessore Boeri di farlo. Il progetto doveva essere pagato con gli oneri dell'urbanizzazione e ora non so quale sia il rapporto tra Ligresti e il Comune su City Life".
Come valuta le prime mosse dell'Amministrazione e di Boeri in ambito culturale?
"Quando io ero assessore quello che dovevo fare l'ho fatto. Ho dato un impulso talmente forte che ha occupato tutta l'attività dell'assessore Finazzer Flory che ha vissuto delle mie iniziative, da Mito fino a triplicare i visitatori delle mostre. Ma per avere questo risultato le mostre bisogna farle. Ho detto a Boeri di fissare prima di tutto le date".
Ovvero?
"Per la mostra della mia collezione non c'è ancora una data certa. Lo slittamento delle iniziative determina dei vuoti, come è accaduto quest'estate. Così si mettono a rischio anche il numero dei visitatori. Bisogna mantenere un ritmo nell'attività espositiva. Non ci sarà nessun rilancio e questo si rifletterà anche sul teatro, sul cinema. C'è un atteggiamento di irrisolutezza. Non è fare male ma non fare che porta i peggiori risultati. Così la macchina si ferma. Non credo che Boeri non sia capace, forse hanno sottovalutato che nella cultura gli eventi non possono arrivare a scoppio ritardato. Nei primi 100 giorni bisogna fare un piano. Io dopo poco più di 2 mesi feci un piano quadriennale e quinquiennale sulle mostre. C'erano 150 occasioni indicate, e questo in uno slancio che era indipendente dalla politica. Non è avvenuto, se non lo si fa si entra nella routine. Suggerisco a Boeri di accelerare, di dare delle cadenza, e di dare le date delle mostre. Così l'Amministrazione rischia di non dare risultati nuovi".



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