Don Verzé, il giorno del funerali

Lunedì, 2 gennaio 2012 - 09:40:40

Un "solitario come tutti geni", ma anche un uomo "disposto a riconoscere di aver debordato". Descrive cosi' la figura di don Luigi Verze', scomparso sabato scorso, il vescovo di Verona, Giuseppe Zenti, nell'omelia pronunciata durante il funerale del fondatore dell'istituto scientifico universitario San Raffaele che si e' tenuto questo pomeriggio, nella chiesa parrocchiale di San Giorgio a Illasi, il paese che 91 anni fa diede i natali al sacerdote manager. "E' vissuto tra applausi che non disdegnava - ha detto il vescovo - e tra grattacapi". Sarebbe meglio, secondo Zenti se adesso si placassero le voci attorno a don Verze': "su di lui e' stato detto di tutto, anche fuori dalle righe, con una certa disinvoltura e non sempre con quel senso di umanita' cui si addice almeno un po' di clemenza nei confronti della fragilita' umana". "Forse - ha aggiunto - ma questa e' una mia ipotesi, Don Luigi e' stato analizzato piu' a spicchi che nella sua globalita', a partire dalla sua interiorita'. Soprattutto in questi ultimi mesi, e' scattata nei media, e' scattata una gran voglia di squarciare il velo della sua complessa personalita'". Sempre durante l'omelia, il vescovo ha fatto un accenno a un lato "vulnerabile" del suo carattere: "quando mirava a un obiettivo, non badava ai mezzi, pur di conseguirlo". Ad assistere all'esequie, pochi i volti noti. In chiesa, c'era l'ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, che in prima mattina aveva reso omaggio al sacerdote presso la camera ardente allestita al Ciborio di via Olgettina a Milano.  

don verzè
Il feretro di Don Luigi Verzé, fondatore dell'Istituto Scientifico Universitario San Raffaele, deceduto sabato scorso per un arresto cardiaco, è stato portato alla camera ardente allestita presso il ciborio dell'ospedale, prima di essere trasportata al paese natale del prete manager, Illasi, in provincia di Verona. Per rendere l'ultimo saluto al sacerdote, sono arrivati l'ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, il cantante Al Bano e il consigliere della Fondazione San Raffaele, Vittorio Malacalza.

 "Non so quale potra' essere l'evoluzione ma sono certo, ancora di piu' dopo aver ascoltato quello che e' stato detto oggi, che il San Raffaele continuera' la sua opera, perche' la sua fiamma e' salda, integra e viva". Cosi' Giuseppe Profiti, Presidente del Cda del San Raffaele, durante il suo intervento alla camera ardente, per rendere un saluto a Don Luigi Verze'. Profiti ha preso la parola per ultimo, dopo medici e 'Sigilli'. Ha esordito dicendo di non potersi definire un vero amico di Don Verze' in quanto "per potersi dire tali occorrono due elementi, il tempo e l'intensita' emotiva". Il tempo forse non c'e' stato ma l'intensita', quella si': "L'intensita' e' stata l'ingrediente che ha caratterizzato il nostro rapporto". 

 

 

don luigi verzè
Don Luigi Verzè

Don Verzè: "Sono come Cristo in croce"

Don Verzè si autosospende dal Cda della Fondazione

Tutte le foto del paradiso brasiliano di Don Verzé. E Mario Cal...

 

 

"Il positivo della sua vita e' talmente grande che non ha nessun senso pensare che le inchieste ne appannino la figura. Se vi sono altre responsabilita' le acclareranno ma io sono convinto che siamo qui per pregare per veramente un grande di questi anni". Lo ha affermato il presidente della Provincia Guido Podesta' stamani in visita alla camera ardente allestita per don Luigi Verze' alla basilica San Raffaele. "Per me resta un grande, una persona che ha dedicato alla ricerca medica la sua vita e la sua energia salvando migliaia e migliaia di persone - ha spiegato il presidente dell'ente, che nel luglio 2010 premiò tra l'altro proprio il fondatore del San Raffaele -, ha creato il più importante centro di ricerca medica in Italia e credo che sia giusto essere qui ad onorarlo". "Gli si deve riconoscere una grande straordinarieta' in cio' che ha realizzato e oggi rendiamo omaggio a una persona che ha avuto una capacita' di visione che pochi altri in questi anni hanno saputo realizzare, cio' che ha fatto in termini di sanita' e di ricerca e' veramente un miracolo".

"Hanno detto delle cose vergognose che proprio non si meritava. Di certo tutti questi eventi non hanno facilitato il suo stare in vita su questa terra. Ma lui vivra' sempre attraverso tutte le cose meravigliose che ha fatto". Lo ha affermato Albano Carrisi, uno dei primi stamani ad arrivare alla camera ardente allestita per don Luigi Verze' alla basilica San Raffaele. Interpellato sui problemi finanziari del San Raffaele, ha spiegato: "Lui andava oltre ai soldi: un uomo senza una lira in tasca non fa nulla, ma era il suo ultimo pensiero, a lui interessava cio' che e', sapeva che attraverso i suoi sacrifici gli ospedali avrebbero goduto". Aveva scritto un discorso, per ricordare l'amico, Albano, ma non se l'e' sentita di farlo, "l'emozione a volte frega anche gli artisti".

"Ci vuole un po' di pace per quell'uomo che veramente se la merita - ha aggiunto - va ricordato attraverso tutte le cose che ha fatto e le a fatte veramente bene, perche' lui e' uno che va oltre le parole". Determinazione, umanita' e capacita' di fare progetti per gli altri anche a 90 anni: queste le straordinarieta' di don Verze' secondo Albano: "e anche la tanto criticata cupola e' solo una unione tra lui e il divino e lui voleva morire lassu'. E sotto la cupola, nessuno lo dice, ma c'e' una fucina di grandi cervelli: l'Italia ne ha molto bisogno".

ROTELLI REPLICA A ZAMMARCHI, MAI PRESO TANGENTI
Giuseppe Rotelli replica a quanto dichiarato stamattina dal costruttore Zammarchi su presunte "percentuali" pagate per ottenere lavori, respingendo l'accusa e annunciando querela. "Avendo appreso con incredibile stupore, che il Signor Zammarchi avrebbe dichiarato che 'Ho pagato tangenti a Rotelli quando lavoravo a San Donato' - e' scritto in una nota del Gruppo Ospedaliero San Donato - Rotelli precisa quanto segue, non senza rilevare la singolarita' che questa dichiarazione viene fatta soltanto dopo che Velca ha presentato l'unica offerta migliorativa per l'acquisto del San Raffaele: il Professor Giuseppe Rotelli non ha mai conosciuto il Signor Zammarchi; il Professor Giuseppe Rotelli esclude in modo categorico di avere mai ricevuto tangenti nella sua vita da chicchessia quanto meno dal Signor Zammarchi; il Professor Giuseppe Rotelli ha dato mandato ai propri legali Avvocato Marco De Luca e Avvocato Giuseppe Lombardi di prendere tutte le iniziative legali necessarie e opportune per tutelare la sua onorabilita'".

L'ULTIMA NOVITA' (E IL SOSPETTO) - La cartella clinica di don Luigi Verzè, morto a Milano, è stata acquisita dalla Guardia di Finanza.

 
Paolo Klun, portavoce del San Raffaele, ha spiegato che si tratta di "una prassi consolidata per i casi di persone coinvolte in vicende finanziarie".
 
Ma il sospetto viene comunque spontaneo: e se il fondatore del San Raffaele non fosse morto per cause naturali? Il prete è davvero solo vittima dello "stress" e delle vicissitudini che l'hanno colpito negli ultimi mesi?
 
Dopo il recente suicidio del braccio destro ed ex vicepresidente dell'istituto Mario Cal, l'atmosfera è sempre più quella di una spy story...
 
 
ALBANO: MI CHIEDO SE L'ABBIANO AIUTATO A MORIRE  - "Ho sempre visto don Verzè come benefattore. E ora, dopo che tutti sono andati contro di lui, mi chiedo se è morto o l'hanno aiutato a morire. Quello che ha fatto è sotto gli occhi di tutti. Ha realizzato due gioielli per l'umanità unici: sono l'Università, frequentata da professori del calibro di Cacciari e Ernesto Galli della Loggia, e l'ospedale che è un fiore all'occhiello per l'Italia". Così con l'Adnkronos il cantante pugliese Albano commenta la scomparsa di Don Luigi Verzè. "Qualche tempo fa - ricorda - mi disse questa frase: avrei mai potuto rubare a me stesso? E poi quello che ha fatto è sotto gli occhi di tutti. A volte leggo delle astrusità terribili che mi inducono a riflettere su dove sia andato a finire il senso di giustizia". Il cantante aggiunge poi: "Eravamo molto amici e ho cantato tante volte per lui con la gioia di farlo. La stessa gioia che ho provato quando ho scritto l'inno del San Raffaele". "Nella mia vita - conclude Albano - ho incontrato padre Pio, Giovanni Paolo II, per sette volte, e Madre Teresa di Calcutta. Tutti e tre sono diventati santi. Sono convinto che una revisione su Don Verzè prima o poi la dovranno fare. È doverosa nei confronti di un uomo che ha lasciato su questa terra pezzi di cultura forse inimitabili".



 

SACERDOTE-IMPRENDITORE: IL PROFILO - Un prete discusso, spesso in contrasto anche con i vertici della Chiesa tanto da essere sospeso 'a divinis', amico di molti potenti ma per 53 anni saldo al timone del San Raffaele che lui stesso aveva voluto e fondato prima di autosospendersi dalla carica di presidente a seguito dell'inchiesta giudiziaria avviata sull'istituto dalla procura di Milano per la bancarotta da 1,5 miliardi e che lo aveva portato a paragonarsi a "Cristo in croce". Don Luigi Verze' nasce a Illasi, in provincia di Verona il 14 marzo del 1920. Laureatosi nel 1947 alla 'Cattolica' di Milano in lettere e filosofia, l'anno successivo viene ordinato sacerdote. Successivamente diventa assistente di don Giovanni Calabria, (fondatore della congregazione dei 'Poveri servi della divina provvidenza' proclamato santo da Giovanni Paolo II nel 1999), e su suo mandato e dell'allora cardinale di Milano Ildefonso Schuster da' vita a diverse scuole di avviamento professionale per ragazzi nel capoluogo lombardo. Nel 1950 apre, sempre in collaborazione con Don Calabria, un centro di assistenza all'infanzia abbandonata. Il 5 agosto del 1958 fonda la 'Associazione Centro di assistenza ospedaliera S.Romanello', poi diventata 'Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor', che gestisce l'omonimo ospedale e ne rimane presidente fino al 2011.

 

SAN RAFFAELE, SI UCCIDE MARIO CAL 1Guarda la gallery
Don Verzè con Mario Cal: lo storico braccio destro del fondatore del San Raffaele si è suicidato nel suo ufficio, con un colpo di pistola alla tempia, lo scorso 18 luglio

Nel 1964 dalla Curia di Milano arriva per Don Verze' la "proibizione di esercitare il Sacro ministero" e nel 1973 viene sospeso dalla stessa Curia presieduta dal Cardinale Giovanni Colombo, "a divinis" Il 15 aprile 1971 viene riconosciuta la personalita' giuridica della fondazione "senza fini di lucro" 'Monte Tabor' che diventera' la holding proprietaria dell'ospedale San Raffaele che avviera' cosi' la sua espansione e si allarghera' anche con la proprieta' di spa quali Laboraf (laboratori di diagnosi) e Molmed (ricerca in medicina molecolare). Nel 1996 all'ospedale si affianca anche l'Universita' Vita-Salute San Raffaele di cui Don Verze' diviene rettore e che avra' fra i docenti personaggi quali il filosofo Massimo Cacciari. Negli anni Don Verze' intrattiene rapporti anche con molte personalita' di spicco ed esponenti politici, da Bettino Craxi (per il quale chiese la possibilita' del ritorno in Italia per curarsi durante il periodo della fuga In Tunisia e l'invio di una equipe medica a Tunisi), fino a Silvio Berlusconi per il quale non ha mai nascosto il legame d'amicizia. Ultima 'relazione pericolosa' secondo alune indiscrezioni investigative, quella con l'ex funzionario del Sismi Pio Pompa. Nel frattempo il sacerdote viene spesso a trovarsi alle prese con problemi giudiziari: nel 1976 viene condannato ad un anno e 4 mesi per tentata corruzione in relazione alla convenzione con la facolta' di medicina della 'Statale' di Milano ed un contributo da parte della Regione. Nel 1988 altre due condanne per abusi edilizi legati a lavori nell'ospedale, la prima a 5 mesi con la condizionale la seconda a 10 mesi. La gestuione operativa passa quindi a Mario Cal, imprenditore veneto che affianca don Verze' da anni e che diventera' vice presidente della Fondazione, suicida nel luglio scorso quando prende corpo l'ultima inchiesta sul San Raffaele ancora in corso.

SAN RAFFAELE: 6 MESI D'INCHIESTA, MORTI I 2 PROTAGONISTI - La scomparsa di Don Luigi Verze' cade come un macigno sull'inchiesta in corso alla procura di Milano per il crac da 1,5 miliardi dell'ospedale San Raffaele e segue di qualche mese il suicidio del secondo grande protagonista della vicenda, il vicepresidente con le deleghe operative Mario Cal. Il procedimento giudiziario pero', che conta una decina di indagati, non dovrebbe subire rallentamenti. Queste le tappe dell'inchiesta. - 30 giugno: la Procura di Milano accende un 'faro' sulla crisi del San Raffaele. Non ancora una vera e propria indagine ma il Pm Luigi Orsi avvia un 'protocollo civile' sulla ristrutturazione del debito dell'ospedale. - 18 luglio: Si suicida Mario Cal, storico braccio destro di don Verze' nella gestione del San Raffaele, qualche giorno prima era stato sentito come teste dal pm Orsi. - 19 luglio: Al vaglio della procura l'ipotesi di avanzare un'istanza di fallimento. - 21 luglio: Il nuovo Cda del San Raffaele, appena insediatosi, chiede alla procura tre mesi per presentare un concordato preventivo. Il Pm da come 'ultimatum' la scadenza del 15 settembre. - 22 luglio: Il fascicolo d'inchiesta sul suicidio di Cal passa ai Pm Luigi Orsi e Laura Pedio. Gli stessi che hanno acceso 'il faro' sulla crisi finanziaria dell'ospedale. - 20 settembre: La procura di Milano "prende atto" delle richieste dei rappresentantri del Cda che hanno promesso di presentare la richiesta di concordato preventivo il 10 ottobre.

- 16 novembre: parallelamente alla causa civile va avanti l'inchiesta penale e i Pm dispongono una ventina di perquisizioni; una decina gli indagati fra i quali Don Verze', Valsecchi, Gianluca Zammarchi e Andrea Bezzicheri, esponenti della societa' 'Metodo srl'. Arrestato per concorso in bancarotta il 'faccendiere' Piero Dacco'. - 17 novembre: Dacco' e' accusato di aver 'distratto' dalla Fondazione circa 3,3 milioni di euro. - 18 novembre: nuovi particolari sull'inchiesta: Stefania Galli, segretaria di Cal parla di buste con denaro che passavano dall'ufficio del vicepresidente dal 2005. - 19 novembre: Il Gip Vincenzo Tuchinelli convalida il fermo di Dacco'. - 13 dicembre: Viene arrestato l'ex direttore amministrativo Valsecchi. A lui e ad altre 9 persone viene contestata anche l'associazione a delinquere. Decisive sarebbero state le dichiarazioni di tre imprenditori, uno dei queli, Pierino Zammarchi, parla di sovraffatturazione di costi a carico dell'ospedale e retrocessione dei soldi al San Raffaele tramite buste di contanti e bonifici per 4 milioni. Fondi neri che sarebbero stati costituiti a partire dal 1983. - 16 dicembre: Dacco' interrogato dal Gip respinge le accuse. - 31 dicembre: muore don Verze'.



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