"Non sei più vergine, ti ammazzo". E tenta di soffocare la figlia

Lunedì, 12 settembre 2011 - 21:03:00

Carabinieri arresti ape v3

Ha agito "per salvare l'onore della famiglia, considerando un disonore per la religione musulmana congiungersi carnalmente con persona di fede differente
". È quanto ricostruito dal pubblico ministero Gianluca Prisco, titolare dell'inchiesta a carico di Ahmed A. H., il 61enne egiziano arrestato oggi per il tentato omicidio della figlia 17enne avvenuto lo scorso 4 settembre. Secondo quanto riferito dalla vittima agli inquirenti, il padre ha cercato di ammazzarla dopo che lei gli aveva confessato di aver avuto un rapporto sessuale con il fidanzato italiano, aspettando che la moglie uscisse di casa. Di qui l'imputazione di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione, dai motivi futili e dall'aver agito contro la prooria discendenza, con abuso di autorità e di relazioni domestiche.

Proprio l'aggravante dei futili motivi si collega al movente, considerando l'indagato "un disonore intrecciare una relazione sentimentale con una persona estranea alla religione musulmana". Secondo gli investigatori, Ahmed A. H. ha pianificato per un'intera notte come punire la figlia e quando la moglie è uscita, ha raggiunto la 17enne nella camera da letto, le ha infilato un sacchetto in testa e ha cercato di soffocarla. La ragazza è riuscita a divincolarsi, mordendolo, mentre lui le diceva: "Non dovevi farmi questo, devi pagarla".

La ragazza ha poi raccontato che la lite con il padre per questa relazione andava avanti da tempo. L'uomo infatti già lo scorso novembre aveva scoperto il rapporto della figlia con il ragazzo italiano, oggi 23enne, in corso dal giugno precedente. Aveva infatti trovato una foto dei due fidanzati che si baciavano su una pen drive della figlia e già in quell'occasione l'aveva picchiata e insultata, per poi smettere di parlarle e invitare la moglie a fare altrettanto. La relazione è proseguita di nascosto e la violenza è esplosa di nuovo la mattina del 4 settembre. Il giorno prima l'uomo, assentatosi da casa per alcune settimane, è tornato a casa, trovando il giovane sul balcone. Una volta cacciato via il ragazzo, ha cominciato a tempestare la figlia di domande, pretendendo di sapere se fosse ancora vergine. E di fronte alle ammissioni della ragazza, si è mostrato prima deluso, poi furente, senza però alzare le mani. È stato la mattina dopo, che l'egiziano si è intrufolato nella stanza della 17enne e ha cercato di soffocarla. Quando la figlia è riuscita a divincolarsi, ha cominciato a parlare, chiedendole perchá gli avesse fatto una cosa simile, dicendole che "i musulmani hanno delle regole che devono rispettare", che "ci sono 40 milioni di musulmani" e poteva sceglierne uno al posto del suo ragazzo, che nessuno l'avrebbe più voluta, che "le botte non servono a niente, non bastano, devi pagare". La 17enne è poi riuscita a fuggire daglizii e a chiamare la polizia.
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