Varese, un testamento dietro l'omicidio di Carla Molinari
Carla Molinari era in procinto di fare testamento. Fra qualche giorno sarebbe andata da un notaio per stilare l'atto con cui avrebbe certificato le proprie volontà su come destinare quanto possedeva, in parte ad alcuni parenti, in parte in beneficenza agli orfanelli e alla chiesa. A spiegarlo il figlio dell'amica carissima della pensionata di Cocquio Trevisago orrendamente assassinata nella sua villetta di via Dante. Un dettaglio che non sembra avere molta rilevanza ai fini investigativi, così come il fatto che il giorno prima di essere uccisa si fosse recata con la sua amica a visitare una casa di riposo a Varese.
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Certo è che la donna voleva probabilmente "mettere a posto" i suoi affari, dare un'indicazione precisa sulla destinazione dei suoi beni, valutati attorno al mezzo milione di euro mettendo insieme la villetta, i soldi investiti tramite banca, tre aree boschive, il prato sul retro della casa attraverso il quale sarebbe fuggito il "mostro". La mamma di Piercosma Turuani Porretti, imprenditore pubblicitario, è stata sentita due volte dalla Squadra Mobile. E' lei, Zita di Gavirate, come la conoscono in paese, che giovedi' scorso, dopo aver inutilmente cercato di contattare Carla Molinari al telefono, avvisò alcuni vicini della pensionata esprimendo le sue preoccupazioni. Il suo vero nome è Teresina. Stando al racconto di Piercosma, "da circa un anno meditava di fare testamento e con mia madre era gia' andata un mese fa da un notaio della zona". Pare che il "grosso" dei suoi beni volesse donarli in beneficenza anche perche', dice l'imprenditore "diceva che i suoi parenti erano gia' benestanti e voleva essere d'aiuto ai piu' bisognosi". Carla e Zita "erano come sorelle, legatissime". Si ritrovavano insieme per l'ora del te', si sentivano al telefono "due o tre volte al giorno". Tempo fa Zita le aveva regalato la fede nuziale "che Carla portava sempre al dito", sparita insieme alle mani. Turuani Poretti ha smentito che l'ex tipografa avesse appartamenti dati in affitto e che prestasse soldi.



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