Varese/ Colpo alla 'Ndrangheta
Venerdì, 26 marzo 2010 - 11:51:00
Beni patrimoniali per un valore di oltre venti milioni di euro sono stati sequestrati nelle ultime ore dai carabinieri del Comando provinciale di Varese nell'ambito dell'indagine 'Bad Boy' che il 23 aprile scorso porto' a 39 arresti, di cui 11 per associazione per delinquere di stampo mafioso e 28 per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di tentato omicidio, estorsioni, usura, rapina e riciclaggio. Tutte nei confronti di persone ritenute legate al clan della 'Ndrangheta Farao-Marincola di Crotone e che aveva un suo 'referente locale' a Lonate Pozzolo, in una delle zone del varesotto a maggior infiltrazione della criminalita' organizzata calabrese. I patrimoni sequestrati consistono in quote societarie, beni mobili e immobili, conti correnti bancari, alcuni presso banche estere, auto di grossa cilindrata. In particolare sono stati sottratti alla disponibilita' dell'organizzazione criminale le quote di 17 societa' operanti prevalentemente nel campo edilizio e immobiliare, utilizzate per il riciclaggio del danaro proveniente da estorsioni e usura, 34 appartamenti, 4 esercizi commerciali, 1 terreno agricolo, 20 auto, 70 conti correnti bancari. Gia' l'anno scorso erano stati sequestrati altri beni per 4 milioni di euro e intestati a tre degli arrestati, compresa una lussuosa villa nella zona residenziale di Varese, alcuni esercizi commerciali e diverse auto di lusso. Il decreto di sequestro e' conseguente l'applicazione della misura della sorveglianza speciale adottata dal Tribunale di Varese su richiesta dei carabinieri alla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano. L'operazione si inserisce nella strategia di contrasto alle infiltrazioni della 'Ndrangheta' in Lombardia e che ha visto i carabinieri del comando provinciale varesino collegare e approfondire alcuni filoni investigativi condotti con le procure di Varese e Busto Arsizio, evidenziando l'evoluzione della compagine criminale denominata 'Locale di Legnano - Lonate Pozzolo' dal 2000. I beni saranno assegnati alla neo istituita Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita' organizzata di Reggio Calabria perche' vengano destinati a impieghi di pubblica utilita'.



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