Valerio Onida ad Affaritaliani.it: "Subito due commissioni antimafia"
di Fabio Massa 
Valerio Onida, ex presidente della Corte Costituzionale e candidato alle Primarie di Milano, in un'intervista ad Affaritaliani.it affronta il problema della commissione antimafia. "C'è chi la vuole solo politica e chi la vuole di esperti della società civile? Non c'è dubbio che occorrano tutte e due. Nando Dalla Chiesa è una figura fuori discussione, fra gli esperti, per competenza ed esperienza. Sulla commissione mi auguro ci sia l'unanimità, e che non ci siano ostacoli di tipo personalistico nè contrapposizioni di partiti"
Poi, sul "caso Maran", Onida spiega: "Non mi pare esista, al momento, nessun caso. Pisapia si è assunto la piena responsabilità della nomina. Penati? Il problema che emerge è quello della commistione tra partiti e scelte amministrative discrezionali che coinvolgono interessi economici rilevanti". E ancora: “Quello che occorrerebbe è un impegno serio del PD per combattere ed eliminare gli intrecci indebiti fra partiti, economia e amministrazione“
Valerio Onida, sta esplodendo il caso della commissione antimafia. C'è chi la vuole solo politica, chi la vuole con esperti della società civile...
Ma non c'è dubbio che ci vogliono tutte e due.
Non pensa ce ne voglia una mista come ai tempi di Smuraglia?
Secondo me è meglio distinguere fra i due organismi. Bisogna salvaguardare il ruolo del consiglio comunale, che ha la responsabilità politica di affrontare questi problemi. L'antimafia però non deve essere solo una sede di prese di posizioni politiche, tanto meno di polemiche, ma anche di effettiva capacità di intervento nell'amministrazione e dell’amministrazione per individuare e prevenire i rischi di infiltrazioni mafiose: ci vuole l'apporto conoscitivo e propositivo di chi conosce a fondo i problemi e la realtà dell’amministrazione e dell’economia, e può dare indicazioni e suggerimenti.
Che cosa ne pensa di Dalla Chiesa?
E' una figura fuori discussione per competenza ed esperienza. Comunque ci vogliono due organismi differenti. Gli esperti non possono sostituirsi ai rappresentanti eletti. E i rappresentanti eletti non si possono sostituire agli esperti.
Nei primi 100 giorni non si è fatta, la commissione. Secondo lei bisogna fare in fretta?
Certo che va fatta, e va fatta in fretta. Incombe la questione Expo, ma non solo per questo. E' una cosa necessaria, perché non farla subito? Quali ostacoli ci possono essere? Mi auguro non sorgano ostacoli di tipo personalistico né contrapposizioni di partiti. Questo è un argomento sul quale ci dovrebbe essere l'unanimità.
Cambiamo argomento: oggi il caso Maran finisce in aula...
Che cosa vuol dire "caso Maran"? Allo stato attuale non esiste. Pisapia ha rivendicato in proprio la responsabilità delle scelte della giunta. Gli assessori devono prima di tutto rispondere al Sindaco e ai cittadini.
Che cosa ne pensa del caso Penati?
Il problema non è personale, o di essere più “giustizialisti” o più “garantisti”. Il problema che emerge è quello delle commistioni tra partiti e scelte amministrative discrezionali che coinvolgono interessi economici rilevanti. In Italia abbiamo una vecchia tradizione di ingerenza dei partiti nell'amministrazione. Bisogna combattere questo tipo di prassi. I partiti scelgono i candidati, elaborano le politiche, propongono indirizzi, raccolgono le domande che emergono dalla città,ma non devono occuparsi di amministrazione. Tanto meno confondendo le questioni amministrative con quelle del loro finanziamento. Questo deve essere completamente trasparente.
Secondo lei c'è un problema di controlli?
Sui partiti certamente, perché nel nostro sistema essi hanno una posizione assai sfuggente dal punto di vista giuridico (associazioni non riconosciute). Il finanziamento pubblico ai partiti c'è, ma non ci sono seri controlli, mentre si deve conoscere la provenienza e l’impiego di ogni euro che arrivi direttamente o indirettamente ai partiti.
Dopo il caso Penati, si è scatenata la caccia al penatiano. Che cosa ne pensa?
Si è sempre visto. Quando ci sono personaggi che vanno in disgrazia c'è sempre il fuggi fuggi generale. Quello che occorrerebbe è un impegno serio del PD per combattere ed eliminare gli intrecci indebiti fra partiti, economia e amministrazione.
Lei è impegnato nella questione delle nomine.
L'associazione da me promossa (“Città Costituzione”) ha presentato ufficialmente alla città una proposta di regolamento che è già stata presa in esame dalla commissione Affari Istituzionali presieduta da Marilisa D'Amico. Ne stanno discutendo. La cosa è avviata. Per intanto, visto che sono in corso dei procedimenti di nomina, mi auguro che il sindaco e il consiglio comunale adottino già di fatto modalità rispondenti ai criteri di questa nostra proposta: trasparenza, no alle lottizzazioni, sì alla competenza e capacità professionale.
Che voto dà a Pisapia dopo 100 giorni?
La giunta è partita bene. La linea del sindaco è stata chiara.. Adesso mi auguro che l’attività dell’amministrazione dimostri piena coerenza con le premesse.
Lei si è sentito valorizzato da questa compagine di governo?
Che cosa intende per valorizzato?
Intendo dire che sono state usate le sue competenze per il bene della città.
Sì, certo. Non è che se uno partecipa alle primarie ha diritto a qualcosa. Nel mio caso, quando occorre, io ci sono. Con Giuliano Pisapia non ragioniamo in termini di "diritto a qualcosa". Ragioniamo in termini di competenze e di contributi da dare, ma non solo per me. Pisapia vuole valorizzare le migliori energie all'interno della città. Prescindendo da impostazioni rigidamente partitiche o di gruppo.



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