Un lettore ad Affaritaliani.it: “Dopo il caso Pennisi, la tentazione di non votare più per il PdL ce l'ho”
Caro Massimiliano,
la ringrazio dei complimenti ma devo riconoscere che anche la sua mail non è da meno, sia nelle critiche al centrodestra sia nell'additare i clamorosi limiti del centrosinistra. Ineccepibile poi la sua obiezione a Rotondi.
Grazie e un cordiale saluto
Giuseppe Morello
Ps. Ha ragione, ai giornali si dovrebbe scrivere anche quando si è d'accordo!
Il giorno 13 febbraio Massimiliano Melley ha scritto:
A che serve scrivere ai giornali solo quando non si è d'accordo?
Caro Morello (le scrivo "caro" perché leggo sempre Affari Italiani), il suo editoriale su Pennisi è sostanzialmente perfetto. L'unica cosa è che anche in Tangentopoli qualcuno rubava per sé. E parallelamente, se allora chi rubava per il partito versava effettivamente i soldi al partito, oggi chi ruba lo fa anche "per politica", cioè per continuare a spendere decine di migliaia di euro in cene elettorali e quant'altro. Ma il punto di fondo, le dicevo, è perfetto. Che classe dirigente milanese del PdL è questa? Bombarda, Abelli, Prosperini, Pennisi... adesso basta, e glielo dico da elettore di questo partito. Intendiamoci: della politica non bisogna mai fidarsi. Il Pci-Pds-Ds-Pd emiliano (faccio la trafila solo per indicare continuità nel potere) è forse peggio ancora. E non metterei la mano sul fuoco nemmeno su Lega e IdV. Però la tentazione di non votare più per il PdL ce l'ho. Un suo collega (Sergio Rotondo sul Giornale) scriveva in questi giorni: perché proprio adesso? E intendeva che l'arresto di Pennisi potrebbe (a due passi dalle regionali) alterare qualche equilibrio di voti. Sul perché proprio adesso, penso bisognerebbe chiederlo a Pennisi: perché proprio adesso ti decidi a intascare 10mila euro?
Sull'equilibrio che si potrebbe alterare, io dico: è un bene. Ma non tanto l'equilibrio di voti, quanto l'equilibrio nel PdL milanese: questo è l'equilibrio che è tempo si alteri!
Un saluto,
Massimiliano Melley



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