Un anno senza respiro
Fine d’anno, inizio d’anno: tempo di bilanci. E non può mancare naturalmente un consuntivo su uno dei temi più caldi del 2011 milanese, l’inquinamento atmosferico. “Non c'è partita nel 2011, il consuntivo di fine anno e le serie storiche del decennio consegnano a Milano la palma di città più inquinata tra i capoluoghi lombardi”, questo è il bilancio di fine anno stilato da Legambiente e dalla campagna 'Mal'aria'. Malissimo l'indice che misura i superamenti della soglia di 50 microgrammi/mc per le polveri sottili: sono state 151 le giornate irrespirabili nel capoluogo lombardo (l’anno scorso furono ‘solo’ 95), contro le 129 del secondo peggior piazzamento, che nel 2011 è Mantova. Un dato che avvicina il 2011 al peggiore dell’ultimo decennio, il 2002, che segnò 172 giornate fuori legge. La città più pulita nel 2011 invece, secondo l’associazione ambientalista, è stata Sondrio, che con 44 giornate oltre soglia segna comunque un peggioramento rispetto all'anno precedente, superando anch'essa il fatidico numero di 35 giornate di smog 'tollerate' secondo i parametri europei.
“I bassi valori del capoluogo valtellinese, dove maggiore è la diffusione dell'uso di legna come combustibile, suonano come una conferma di ciò che da tempo è risaputo: oggi in Lombardia è il traffico stradale il vero nemico da battere” ha dichiarato il presidente di Legambiente Lombardia, Damiano Di Simine “Purtroppo, con l’unica notevole eccezione dell'Area C a Milano, non possiamo dire che questa consapevolezza informi le politiche di Regione e province, che da un lato affermano di voler combattere lo smog, ma dall’altro non fanno abbastanza per lo sviluppo di concetti più intelligenti di mobilità: vorremmo che il 2012 fosse l’anno del trasporto pubblico e del trasporto merci sostenibile”.
Oltre la conta dei giorni ci sono i pessimi dati sulle concentrazioni medie: Milano si conferma capitale della Mal'aria, arrivando a fine anno con una concentrazione media di polveri nell'aria, calcolata su tutte e tre le centraline urbane, pari a 49,1 microgrammi/mc. Un aumento pesantissimo, più alto di quasi il 25% rispetto al 2010, quando per la prima volta da decenni a Milano le concentrazioni di smog erano rimaste, sia pure di poco, al di sotto dei 40 microgrammi/mc che l’UE autorizza a considerare tollerabili. Anche le altre città padane hanno registrato pessimi risultati, a partire da Monza (47,4 microgrammi nel 2011), capoluogo immerso nella stessa nube metropolitana che avvolge Milano. Tutti gli altri capoluoghi di pianura hanno valori, sia pur di poco, sopra la soglia tossica: dai 40,2 di Lodi ai 42,4 di Cremona, non si salva nessuno, quanto ad aria malsana, nel catino padano.
Per respirare bisogna raggiungere le Prealpi, dove Varese, Como e Lecco hanno concesso valori medi annui compresi tra 33 e 35,5 microgrammi/mc: livelli tollerabili come media, non come numero di giornate di superamento (meglio a Varese, con 69 giorni sopra i 50 microgrammi, peggio a Como con 76). Ora è il 2012,e si riparte con la conta dei superamenti.
da chiamamilano.it


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