Ucciso un parco se ne uccide un altro?
Di Giulia Cusumano
Dovevano chiuderlo per bonifica un anno fa ma anche grazie alla mobilitazione dei residenti la situazione è ancora sostanzialmente bloccata. Parco Simoni, zona Quarto Oggiaro. Un piccolo polmone verde che un tempo insieme a Parco Concilio costituiva un’area di 30 mila mq.
Parco Concilio fu chiuso nel 2003 per bonifica e reso nuovamente accessibile solo pochi mesi fa, con la posa di alcuni teloni contenitivi di plastica (capping) a permeare il terreno da eventuali inquinanti verso la prima falda. Una bonifica che non ha mai convinto i cittadini riuniti nel Comitato Concilio-Simoni, che per anni hanno frequentato il parco, apprezzandone la rigogliosa flora per nulla compromessa da 40 anni di piogge e nevicate. Gli alberi del parco infatti, attraverso la fitorimediazione- la tecnica riconosciuta dalla Direttiva Ronchi grazie alla quale le piante rimuovono dai terreni le sostanze nocive rendendole inoffensive- bonificano il terreno da soli alimentati da energia solare.
“L’Ingegner Vigani, dirigente del Settore urbano e verde, ha ammesso candidamente di non sapere nulla di questa "strana pratica" usata in tutto il mondo civile- denuncia Salvina Inzana del comitato Concilio-Simoni e responsabile del settore Milano di AIDAA (Associazione Italiana Diritti degll'Ambiente e degli Animali)-. Hanno bonificato Parco Concilio con la scusa di proteggere la prima falda. Quando si è scoperta la prima falda inquinata sotto Santa Giulia e Calchi Taleggi, però, il Settore Bonifiche, MM, acquedotto, Asl ed Arpa hanno detto tutti che non era importante, che quasi tutta la prima falda di Milano era già fuori norma e che l'inquinamento poteva arrivare anche da molto lontano. Hanno detto che non c’entravano le piogge o le sostanze inquinanti che ci stanno sopra, mentre la seconda falda non si inquinerebbe nemmeno se venisse un terremoto in Val Padana.”
La motivazione della bonifica, ovvero la messa in sicurezza della prima falda, a questo punto cadrebbe in contraddizione proprio con le dichiarazioni di chi l’ha predisposta. I risultati per altro sono stati disastrosi. Non solo sono stati abbattuti 200 alberi trasformando lo spazio verde in un’arida oasi incandescente - pochi giorni fa un cittadino vi ha registrato una temperatura di 40 gradi - ma quando piove il terreno diventa sabbia mobile e sono perfino venuti alla luce residui di amianto. “Gli alberi sono a rischio, sia per via del telone di plastica che per l'argilla usata come copertura - spiega Inzana. Lo stesso giardiniere ha ammesso che le essenze o seccano o marciscono. Hanno bisogno di cure continue e costanti. Persino l'erba fatica ad attaccare. Inoltre il ciottolato per il drenaggio è composto da ceramica, mattonelle, vetri, pezzi di sanitari e pezzi di amianto. Tutte cose che prima non c’erano. I bambini ci giocano, io ne ho raccolti diversi pezzi. Alla faccia della bonifica”. Una sorte che rischia di ripetersi, dicevamo per Parco Simoni, ora circondato da un recinto alto poco più di un metro, che i cittadini continuano a frequentare nonostante sia stato privato delle panchine e dei giochi per i bambini. Ci sono un paio di cartelli che avvisano delle analisi in corso ma nessuno ha mai visto i tecnici del Comune all’opera. “Piuttosto è in Concilio che vanno spesso - sottolinea Inzana - Appena piove si formano dei buchi,la terra sprofonda, l'acqua deborda e devono sistemare tutto, oltre a ripiantare l'erba che continua a morire. Tappano i buchi con terra diversa,e il giardino sembra rattoppato”.
Dagli uffici del Comune non hanno voluto fornirci alcuna informazione sulle analisi in corso a Parco Simoni né alcuna spiegazione sullo stato di salute di Parco Concilio. I cittadini non si fidano, e sono pronti a continuare la loro battaglia per salvare il loro posto al verde.
Da Chiamamilano



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