Expo/ Tremonti toglie i poteri a Stanca e la Bracco…
Diana Bracco per ora non parla. Il presidente di Expo spa aspetterà il cda di giovedì, per precisare la sua posizione sul caso Stanca il cui ruolo di ad della società incaricata di organizzare l'Expo è fortemente in discussione e non è un mistero che su quella poltrona aleggi il fantasma del direttore generale del Comune di Milano Giuseppe Sala. L'ex numero uno di Assolombarda Diana Bracco non è il mandante della detronizzazione dell'ex ministro dell'Innovazione. Anzi, da quanto è in grado di rivelare Affaritaliani.it, la famosa lettera indirizzata a Stanca, una sorta di cahiers de doléances, è di fine maggio ed è stata scritta in riferimento all'articolo 54 della Finanziaria con cui vengono fortemente limitati i poteri dell'amministratore delegato (vedasi il testo dell'articolo riportato dopo l'articolo) e tagliati i fondi per l'Expo 
La Bracco ha semplicemente dato seguito all'articolo della manovra convocando il cda per ridefinire il budget e chiedere a Stanca le informazioni del caso. Tutto ciò rientra nella normale dialettica del cda: sarebbe dunque l'articolo 54 all'origine di tutto. La norma in questione - spiegano le fonti - esautora di fatto l'ad che in sostanza ha fallito la sua mission: quella di favorire i collegamenti col Tesoro. A questo si aggiungono i non facili rapporti tra la Moratti e l'ad. L'ex ministro, infatti, si sarebbe comportato spesso come un solista, come se il sindaco e il consiglio non ci fossero: a conferma di ciò le 90 assunzioni effettuate da Stanca senza discuterle col cda.
La Bracco dunque, da quanto traspare da questa lettura, è la mera esecutrice di ciò che fanno gli azionisti e notaio degli scontri tra Tremonti e Stanca. L’ appuntamento è per giovedì prossimo per una nuova puntata di quello che sta diventando uno stucchevole balletto. La cosa certa al momento è che difficilmente Stanca rimarrà al suo posto. Il solista non permette che gli vengano tarpate le ali.
ECCO CHE COSA PREVEDE L'ARTICO 54 DELLA FINANZIARIA
1. Per la prosecuzione, per gli anni 2010 e successivi, delle attività indicate all'articolo 41, comma 16-quinquiesdecies del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, fatto salvo il finanziamento integrale delle opere, può essere utilizzata, in misura proporzionale alla partecipazione azionaria detenuta dallo Stato, una quota non superiore al 4 per cento delle risorse autorizzate dall'articolo 14, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, destinate al finanziamento delle opere delle quali la Società Expo 2015 S.p.A. è soggetto attuatore, ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 ottobre 2008 e successive modifiche, ferma restando la partecipazione pro quota alla copertura delle medesime spese da parte degli altri azionisti, a valere sui rispettivi finanziamenti.
2. I contributi e le somme comunque erogate a carico del bilancio dello Stato a favore della Società Expo 2015 S.p.A. sono versati su apposito conto corrente infruttifero da aprirsi presso la Tesoreria centrale dello Stato.
3. I contratti di assunzione del personale, a qualsiasi titolo, i contratti di lavoro a progetto e gli incarichi di consulenza esterna devono essere deliberati esclusivamente dal Consiglio di amministrazione della società Expo 2015 S.p.A., senza possibilità di delega, avendo in ogni caso presente la finalità di un contenimento dei costi della società, anche successivamente alla conclusione dell'evento espositivo di cui alla normativa richiamata al comma 1.
3. Sull'utilizzo delle risorse di cui al comma 1 per la copertura delle spese di gestione della società Expo 2015 S.p.A. e, in particolare, sulle iniziative assunte ai sensi del precedente comma, la società invia trimestralmente una relazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell'economia e delle finanze ed al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.



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