Milano/ Trans violentato e ucciso. Arrestate due persone dalla Squadra Mobile
| Lecco/ Anonimo pensionato benefattore paga il funerale a una lucciola uccisa SIGARETTA NEGATA E' stata pestata per non aver voluto dare loro una sigaretta. E' successo a una ragazza di 22 anni a Pavia. I due, di nazionalita' romena, si sono avvicinati alla giovane e, con tono provocatorio, le hanno chiesto una sigaretta. Incassato il no, uno dei due le ha sferrato un pugno alla mandibola che le ha fatto perdere un dente. |
ULTIMISSIMA - Avrà il permesso di soggiorno ai fini di giustizia e con questo cercherà di trovare un lavoro "normale" il trans 'Paola' che ha denunciato la scomparsa dell'amico Gustavo Rangel Brandau trovato ucciso nella notte tra il 5 e il 6 agosto. Lo spiega il suo legale, l'avvocato Debora Piazza, precisando che, secondo quanto le è stato riferito dalle autorità, il permesso sarà formalmente rilasciato il prossimo 8 settembre e varrà per tre mesi eventualmente prorogabili.
"Ha paura, è terrorizzata - spiega Piazza -. Non vuole uscire di casa perché anche lei ha rischiato la vita quella sera. È stata lei ad essere afferrata per i capelli dai due malviventi che cercavano di caricarla a forza in auto. Si è salvata, perché in effetti ha una mole più imponente dell'amica, che purtroppo non ce l'ha fatta".
Brandau, il transessuale brasiliano di 30 anni, non è invece riuscito ad opporsi alla brutalità dei suoi assassini. A quanto si apprende M. R., il marocchino di 17 anni, e il presunto complice, il ventenne Davide G., sono già stati interrogati dal pubblico ministero, ripetendo quanto già confessato alla polizia dopo ore di interrogatorio. Le udienze di convalida sono previste per domani.
IL CASO CHOC - Lo hanno sequestrato, preso a pugni e violentato mentre era agonizzante prima di lasciarlo morire su una piazzola della tangenziale di Milano. Gli autori di questo omicidio sono due giovani, un marocchino minorenne e Davide Grassi, 20 anni originario di Catania e residente a Rozzano in provincia di Milano. I due la sera del 29 luglio scorso hanno avvicinato a bordo di un'auto rubata poco prima, Gustavo Brandau Rangel, 30 anni, brasiliano, un trans che lavora in via Novara. Volevano una prestazione sessuale gratis e quando lui si e' rifiutato lo hanno colpito e trascinato in auto.
Il brasiliano ha cercato di fuggire ed e' rimasto ferito alle braccia. In auto l'uomo ha perso molto sangue ma i ragazzi lo hanno condotto su una piazzola di sosta dove, in fin di vita, ha subito violenza sessuale da entrambi. Gli aguzzini durante la violenza gli chiedevano dove fossero i soldi, visto che nella borsetta che il trans aveva con lui c'erano solo 60 euro.
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Le ultime parole del brasiliano sono state: "I soldi sono dietro un albero in via Novara". Poi lo hanno lasciato morire li'. Un trans che ha assistito al sequestro ha denunciato il primo agosto l'episodio al commissariato Bonola.
Il video del pestaggio
Le indagini sono partite dalle telecamere comunali presenti in via Novara attraverso le quali e' stata individuata l'auto utilizzata per il sequestro. Il mezzo e' stato ritrovato in via Bagarotti e sulla portiera gli agenti della scientifica hanno trovato le impronte del marocchino che si trovava nella comunita' di Don Gino Rigoldi.
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| Il 17enne, spiega don Rigoldi, "è sicuramente un giovane con grossi problemi anche psichiatrici, è stato sotto trattamento di farmaci e ha già passato oltre dodici comunità. Quando è uscito dal carcere minorile l'ho preso con me e ho cercato a lungo di recuperarlo, ma davvero non siamo riusciti a fare passi avanti. Certo mi aspettavo potesse compiere qualche altro furto d'auto, ma una cosa così è inimmaginabile". Una situazione difficile su cui don Rigoldi aveva riflettuto anche con l'assistente sociale del Comune che seguiva il caso: "Stavamo valutando di farlo rimpatriare quando avesse compiuto i 18 anni; ci abbiamo provato, ma purtroppo non siamo riusciti a fargli cambiare strada". |
Dal 17enne i poliziotti sono risaliti al complice. I due sono stati fermati ieri sera e dopo un'interrogatorio durato diverse ore hanno confessato indicando ai poliziotti la zona dove avevano scaricato la vittima. "E' uno dei delitti piu' efferati che mi sia mai capitato in 20 anni di professione - ha affermato Francesco Messina, capo della Squadra mobile di Milano - il loro racconto e' peggio di arancia meccanica". Gli investigatori non escludono che i due possano essere stati sotto effetto di stupefacenti durante l'omicidio. Il capo della Mobile, Francesco Messina ha definito il delitto "il più efferato degli ultimi 20 anni". Adesso i due sono accusati di sequestro di persona, estorsione, violenza sessuale e omicidio volontario.



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