Sale la tensione a Milano, altre liti tra militanti

Lunedì, 23 maggio 2011 - 08:08:00


«Ho letto, qualcosa ne so. Mi sembra che ci sia un orientamento in questa direzione... Ma non è un argomento che ho preso in considerazione». L' europarlamentare del Pdl ed ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini, commenta così l'ipotesi che, in caso di vittoria di Letizia Moratti al ballottagio del 29 e 30 maggio, possa essere indicato come nuovo vicesindaco della città
Non si placano gli animi a Milano in vista del ballottaggio del 29-30 maggio tra Giuliano Pisapia e Letizia Moratti. Il candidato sindaco a Milano per il centrosinistra incontrerà il questore del capoluogo lombardo, Alessandro Marangoni. Pisapia "è fortemente preoccupato perchè da quando si è conosciuto l'esito del primo turno delle elezioni si è instaurato in città un clima di tensione a causa della violenta campagna diffamatoria nei suoi confronti". "Nei confronti del candidato sindaco del centrosinistra, infatti - è scritto in una nota - si susseguono da giorni e senza sosta false accuse non solo sul piano politico ma anche e soprattutto sul piano personale". "Durante l'ultimo fine settimana - prosegue la nota - alcuni suoi sostenitori, che hanno già denunciato i fatti e i responsabili, sono stati aggrediti e malmenati per il solo fatto di indossare spille arancioni e in tutta la città le regole della campagna elettorale vengono continuamente violate dallo schieramento di centrodestra. Questa campagna è chiaramente finalizzata a creare un clima di paura e di tensione nella città".

PDL: NUOVA AGGRESSIONE - L'ufficio stampa del coordinamento regionale del Pdl Lombardia denuncia però una nuova aggressione domenica nei confronti di una donna che stava chiedendo informazioni presso un gazebo del Pdl in piazza Frattini. «È stata aggredita con un pugno da un consigliere di sinistra della Zona 6 ed è stata ricoverata in ospedale per un trauma («cranico», secondo quanto detto da Berlusconi)», dice la nota. Secondo il coordinatore regionale del Pdl, Mario Mantovani, l'aggressore è stato eletto nella lista di Sinistra per Pisapia. «Un altro caso di intimidazione e minacce si è verificato davanti alla sede del comitato elettorale del consigliere comunale Gallera, dove sono state bruciate bandiere del Pdl. Inoltre sono state lasciate scritte in cui si leggeva: Berlusca attento, soffia ancora il vento. Il tutto accompagnato da chiari simboli di sinistra ora al vaglio della Digos».

BERLUSCONI E BOSSI IN CAMPO. Sono scesi in campo Silvio Berlusconi e Umberto Bossi ad attaccare il candidato di centrosinistra Giuliano Pisapia, difeso da Piero Fassino. Bossi, venuto a Milano per una passeggiata con Roberto Calderoli, ha invitato a votare Letizia Moratti perchè «non possiamo tagliarci le balle». Silvio Berlusconi ha parlato di «clima da guerra civile» uscendo dalla sua visita in ospedale a Franca Rizzi, la militante del Pdl che ha denunciato ieri un aggressione. Giuliano Pisapia ha «assolutamente escluso» che un suo sostenitore abbia malmenato o spinto la madre dell'assessore uscente allo Sport Alan Rizzi. Ma il premier uscendo dal San Carlo lo ha attaccato dicendo che questa «non è una sinistra socialdemocratica ma una sinistra estrema», una sinistra «vicina ai centri sociali, ai violenti, ai facinorosi». «Credo che le manifestazioni di violenza di questi giorni siano lì a dimostrarlo e a preoccupare tutti» ha detto.

Per il candidato sindaco di centrosinistra, però, l' estremismo è da un altra parte. «Di fronte a tanta volgarità e alle continue falsità, al clima di odio e intimidazione fomentato ogni giorno di più dagli estremisti del centrodestra da lunedì scorso, quando sono stati sonoramente sconfitti nel primo turno delle elezioni - ha spiegato -, ci rifiutiamo di prendere parte a questo spettacolo indegno. Invito tutti a recuperare i toni di un civile confronto democratico ai quali mi sono personalmente attenuto senza interruzioni fin dall' inizio». Domenica l'avvocato, prima di partecipare alla biciclettata per la pace, ha invitato i suoi militanti «a porgere l'altra guancia» anche se saranno provocati. Il Pd ha denunciato intanto un atto di vandalismo a una sede con una bacheca e materiale bruciato, il Pdl bandiere bruciate e scritte ingiuriose a Berlusconi, oltre l'aggressione in piazza Frattini a una donna colpita con un pugno «da un consigliere di zona della sinistra». La sinistra ha smentito.

L'AGGRESSIONE/ La ricostruzione dei carabinieri, è di una lite fra un'italiana con un cane e una marocchina in cui sono intervenuti esponenti di centrosinistra e centrodestra che avevano due gazebo nelle vicinanze. Sono volati gli insulti, che, secondo alcuni, erano di tono razzista. E, da parte dell'italiana, c'è stata l'accusa verso un consigliere di zona del centrosinistra di averla aggredita. Nella giornata in cui per Letizia Moratti sono venuti a Milano Bossi e Berlusconi, Pisapia ha partecipato a un incontro con i consiglieri di zona e comunali e il sindaco di Genova Marta Vincenzi e di Torino Piero Fassino. «Se c'è una cosa che ha caratterizzato la sua campagna elettorale è stata la moderazione, l'equilibrio, il garbo personale e la correttezza politica - lo ha difeso Fassino -. È la destra che, sentendosi in difficoltà e non avendo argomenti, pensa che si conquistino i voti aggredendo. Questo è un errore politico e comunque una cosa non accettabile».

TESTIMONE: NESSUNA AGGRESSIONE ALLA RIZZI/ Dice che Franca Rizzi, la donna che ieri ha denunciato di essere stata aggredita da giovani vicini a Pisapia, non è stata affatto aggredita in via Osoppo ed è pronta a ripetere la sua testimonianza in tribunale. Così Shirin Kieayed, una donna che a Radio Popolare ha raccontato di aver assistito bene a quanto davvero successo al mercato ieri. «Ho deciso di espormi con nome e cognome - ha spiegato alla radio - perchè ho assistito direttamente a quanto avvenuto ieri al mercato di via Osoppo». Kieayed ha spiegato di aver «sentito la voce dei sostenitori di Pisapia e di quelli della Moratti che cercavano di sovrastarli. Una signora, che poi è la donna che ha denunciato l'aggressione, si è avvicinata a uno dei sostenitori di Pisapia cercando di farlo tacere, strattonandolo e tirandolo per un braccio. Lui si è girato e le ha risposto ma non l'ha spinta, nè colpita. Lei si è seduta a terra di propria volontà. Una volta seduta ha cominciato gridare di essere stata aggredita». «Questo racconto - ha concluso - sono pronta a ripeterla davanti a un tribunale».

BERLUSCONI: VOTO MILANO NON PESERÀ SU GOVERNO/ Offre quella che sembra un' apertura, almeno parziale, alla proposta leghista di trasferire a Milano un paio di ministeri, spiegando che «arriveranno probabilmente dei dipartimenti», spiega che, comunque vada il voto di domenica, non ci saranno ripercussioni sulla tenuta del governo e attacca la sinistra che in caso di vittoria a suo parere trasformerebbe Milano nella «Stalingrado d'Italia». È questa la linea che, a pochi giorni dal ballottaggio per le amministrative, il premier consegna a telecamere e taccuini dei giornalisti nella sua prima esternazione pubblica dopo il voto, se si escludono le interviste televisive dei giorni scorsi. L'occasione è una visita alla signora Franca Rizzi, madre dell'assessore del Pdl Ivan Rizzi, ricoverata da ieri al San Carlo di Milano dopo essere stata aggredita mentre distribuiva volantini a favore di Letizia Moratti. «Un episodio increscioso», attacca il premier, una delle spie del «clima di guerra civile» che infiamma la politica. Berlusconi glissa sulle aggressioni subite da due sostenitori di Giuliano Pisapia. «Queste cose - afferma rispondendo a una domanda - non le so». Elenca invece le bandiere del Pdl bruciate, le scritte offensive contro di lui, i contestatori che lo seguono negli eventi pubblici e «la quasi invasione di militanti provenienti da tante parti d'Italia a sostegno dell' estrema sinistra e di Pisapia». Ma il tema del giorno, quello che ha tenuto alta la tensione politica con le dichiarazioni incrociate di Bossi, Calderoli e alti esponenti del Pdl, è la proposta di spostare a Milano dei ministeri. Alla domanda su quanti e quali dovrebbero essere Berlusconi risponde che «arriveranno probabilmente dei dipartimenti: a Milano ci sono già dipartimenti delle opere pubbliche e del provveditorato scolastico». Lo stesso, aggiunge, può avvenire a Napoli o in altre città del Sud. In ogni caso, assicura, con l'alleato leghista non ci sarà nessun problema. Il voto di domenica, a prescindere dal suo esito, non avrà «assolutamente nessun peso per quanto riguarda la continuità di governo fino alla fine della legislatura». Il resto è un attacco agli avversari politici, con l' evocazione della «invasione di bandiere rosse con la falce e il martello che non si vedevano da decenni» e l'invito «a tutte le persone democratiche e moderate di Milano che credo debbano veramente pensare se conviene consegnare la città all'estrema sinistra che è vicina ai centri sociali, ai violenti, ai facinorosi».

LA POLEMICA SUI MINISTERI/ «A Milano arriveranno probabilmente dei dipartimenti, ci sono già a Milano dei dipartimenti delle opere pubbliche e del provveditorato scolastico, penso che non ci sia nessuna difficoltà a che alcuni ministeri possono venire a Napoli e in altre città anche del sud e che potranno essere in grado di lavorare conoscendo da vicino le situazioni». Lo ha dichiarato il premier Silvio Berlusconi interpellato sull'ipotesi di spostamento di alcuni ministeri a Milano.  «Ci sono già a Milano dipartimenti delle opere pubbliche e del provveditorato scolastico - ha detto Berlusconi uscendo dall'ospedale San Carlo di Milano -, penso che non ci sia nessuna difficoltà a che alcuni ministeri possano venire a Napoli e in altre città anche del sud e che potranno essere in grado di lavorare conoscendo da vicino le situazioni».

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