Tabacci non è Robin Hood
Faccia l'uomo di sinistra, Giuliano Pisapia. Non è stato eletto sindaco per questo? Cautamente, gentilmente, ma di sinistra. O no? La manovra d'estate, il colpo di sole del suo assessore al Bilancio Bruno Tabacci, mette le mani in tasca ai milanesi. E lo fa in modo indiscriminato, senza distinzione tra ricchi e poveri, tosando e spremendo cittadini senza voce e già tartassati. Un po' come faceva negli anni '80, quando finivano i soldi, Giulio Andreotti e la sua Dc, con i suoi governi e le sue manovre economiche periodiche:bollo auto, benzina, fissati bollati, conti correnti, una tantum...Insalata mista uguale per tutti. Ma la Dc interclassista e andreottiana di quegli anni poteva fregarsene dei poveri. Qui a Milano nel 2011 è diverso, la giunta di centrosinistra è nata con altri presupposti. Non va bene, caro Giuliano. Molte famiglie di operai e impiegati vivono con un solo stipendio da milleduecento euro. E devono pagarsi l'affitto, i figli a scuola, l'auto, l'assicurazione, il canone tv, la vita nel suo complesso, specie in una città sempre più cara come Milano.
Sul bilancio di queste famiglie il cinquanta per cento del biglietto del tram in più incide eccome. E pesa l'aumento dell'Irpef. Sono poveri veri, non le chiacchiere. Gente che non ricorda più il sapore di una pizza. Non è retorica, le povertà ora sono diffuse, anche nel ceto medio (avete sentito parlare dei divorziati che vanno a mangiare da Fratel Ettore e dormono nei letti dell'housing sociale?). Se servono più soldi per le casse comunali ci si industri meglio, è il vostro mestiere, siete pagati per questo. Si studi di più, si elabori un pacchetto più articolato e intelligente e meno semplicistico, più socialmente responsabile, selettivo e "caldo" e meno andreottianamente frigido.
Vi è piaciuto bloccare l'entrata in vigore del Piano Regolatore? Se lo avete fatto eravate verosimilmente consapevoli dei mancati introiti che avreste causato. E allora? Se l'avete scelto, ora fatevene carico, non potete far pagare ai milanesi poveri questa vostra scelta politica. Chi rompe paga. E i ricchi, i tanti milionari di Milano, quelli che hanno appoggiato la svolta arancione ponendosi dietro agli empiti nuovisti degli ottuagenari Bassetti e Vitale, perché non danno un contributo regalando al Comune qualche casa sfitta o qualche terreno edificabile? Oppure se i ricchi polentoni e le loro sciure si mostrassero, al di là degli entusiasmi e degli endorsement della campagna elettorale, affetti dalla sindrome del braccino corto, perché non avete pensato a una tassa progressiva sui patrimoni in modo che chi guadagna di più paghi di più? E poi, perché non dismettete il patrimonio immobiliare? Perché il Comune deve fare l'affittacamere in galleria ai big della moda? E perché non vendete la Scala, lo stadio, i teatri comunali, gli impianti sportivi o le municipalizzate? Per mantenere poltrone di sottogoverno?E non dite che queste sarebbero entrate straordinarie, non funzionali a coprire la spesa corrente. Perchè tutto fa brodo, basta incassare. E si dà un segnale politico, l'idea dell'emergenza, la sensazione di un mix di interventi. Tu quoque, Giuliano come i tanto criticati berluscones?
Vendi tutto, salvo due o tre cose ritenute strategiche (i trasporti pubblici, ad esempio, onde gestirli in una logica ambientalista ed ecosostenibile e non, al contrario, rendendoli beni di lusso). Certo, se si vincono le elezioni a sinistra e poi, per farsi benvolere dal centro dei sciur Brambilla con la sauna nel bagno si affidano i conti a un dc d'antan come il simpatico Tabacci (vecchio complesso della sinistra quello di voler rassicurare i benpensanti cooptandogli dei rappresentanti e inserendoli nei posti chiave), che volete che faccia l'assessore, volete che diventi alla sua età un Robin Hood?



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