Studiare e correre, i consigli di Bossi al figlio
"Studiare e correre".
E' il consiglio di papà Umberto a Renzo Bossi, oggi al suo esordio da consigliere regionale della Lega, nella prima seduta della nuova assemblea lombarda. Lo ha detto lo stesso Renzo Bossi arrivando nel foyer del consiglio. Tra gli obbiettivi di Bossi junior per la prossima legislatura "l'applicazione della riforma federale che pian piano da Roma sta venendo avanti e tante proposte legate ai giovani". "Da oggi inizio e dimostrero' cosa so fare", ha poi aggiunto.
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Al termine della prima seduta del Consiglio regionale della Lombardia, Renzo Bossi assicura che una parte del suo stipendio da consigliere andra' alla Lega Nord. Rispondendo ad una domanda dei giornalisti, Bossi junior ha spiegato: "Come fanno sempre tutti i deputati. Mio padre stesso versa parte dello stipendio alla Lega". A chi gli chiedeva se non fossero troppi 10mila euro di stipendio per un ragazzo di 21 anni, il consigliere del Carroccio ha replicato: "Ho compilato tutti i moduli da consigliere, tranne quello per gli adempimenti bancari, non e' quello il mio interesse. Dal mio papa' mi e' stata trasmessa la passione per un programma politico e vivo quella passione".
Ha voluto citare anche John Fitzgerard Kennedy Renzo Bossi. Interpellato a margine della seduta di oggi su come si possono interessare i giovani alla politica, il figlio del leader della Lega ha risposto: "Oggi tra i giovani si parla poco di politica. Io spesso cerco di portare anche gli amici a seguirla. Come diceva John Fitzgerard Kennedy 'uno puo' non interessarsi di politica ma la politica si interessa di te '. Oggi e' importante seguire la politica. Il fatto di avere dei giovani all'interno del consiglio regionale fa så che le istanze dei giovani potranno essere portate nelle istituzioni".
"Se e' intelligente quanto bella, faremo grandi progetti". Così il neoconsigliere regionale della Lega, Renzo Bossi, ha parlato della collega e "compagna di banco" nell'aula del Pirellone, Nicole Minetti. Bossi e Minetti hanno condiviso oggi nella prima parte della seduta del consiglio regionale il compito di segretari.
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Una decina di militanti radicali stanno protestando fuori dal Palazzo della Regione Lombardia contro l'insediamento del Consiglio regionale. Armati di megafono e striscioni che denunciano "l'illegalita' e l'irregolarita'" delle elezioni dello scorso marzo, i radicali hanno fatto sentire le proprie ragioni tramite Marco Cappato (candidato alla presidenza di Regione Lombardia poi escluso dalla competizione elettorale): "Le elezioni regionali in Lombardia e in Italia sono state completamente illegali, la gente non e' stata informata come prevedeva la legge". In piu' in questa regione "la lista Bonino-Pannella e' stata esclusa con la violenza da queste elezioni regionali e sono stati ammessi altri che non avevano le firme come l'ufficio elettorale della Lombardia ha certificato su Formigoni". E non finisce qui, perche' nella lista del presidente della Lombardia "addirittura 2mila firme sono state autenticate e certificate prima ancora che esistessero le liste, un reato, un falso assoluto". A completare il quadro un "consiglio regionale che oltre ad essere illegale si prepara ad eleggere un presidente di Regione che non puo' essere eletto perche' la legge prevede un limite di due mandati consecutivi". Insomma, conclude Cappato, "in regione Lombardia non siamo messi meglio che a Roma, anzi si fa scuola di illegalita' delle istituzioni e dei suoi occupanti. Pensiamo che i cittadini lombardi abbiano diritto ad elezioni regionali legali, con l'informazione e con la regolarita' delle liste e non un voto truccato e falsato".



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