Strage di Erba/ La verità di Rosa Bazzi in tribunale
Con la testimonianza diretta di Rosa Bazzi,e' stata rievocata la strage di Erba nell'aula del Tribunale erbese dove si è svolto il processo nei confronti della donna condannata all'ergastolo per quell'eccidio, accusata in questo caso di lesioni nei confronti di Raffaella Castagna, una delle quattro vittime di quella orrenda serata dell'11 dicembre 2006. davanti al Giudice di Pace Elisabetta Reitano, per venti minuti ha raccontato la sua versione su quanto accadde il 31 dicembre 2005 quando Raffaella Castagna arrivò al Pronto soccorso con un braccio rotto e alcune contusioni. "Non e' vero che litigammo quel giorno", ha detto in sintesi Rosa Bazzi sostenendo che "quel giorno cadde scivolando sul ghiaccio che c'era in cortile. Le cose non sono andate come ha raccontato lei, lo posso assicurare".

Rosa Bazzi ha pure sostenuto che fu Raffaella a picchiarla e non viceversa. Sostanzialmente ha ribadito la versione originale, quella resa a suo tempo al Pm Giulia Pantano: "Mi ha dato una sberla facendomi cadere come una pera cotta", disse all'epoca. Per quel braccio rotto Raffaella aveva annunciato la volonta' di chiedere un risarcimento danni quantificabile in 3.500 euro. Alla base della lite i soliti rumori provenienti dal piano di sopra: "Ero uscita per chiederle conto di quei rumori e lei mi picchio'". Fu proprio questa richiesta che, secondo le risultanze processuali, avrebbe fatto maturare nella mente della casalinga erbese e del marito Olindo Romano l'idea di compiere la strage. L'ex netturbino n on era presente oggi per via del suo stato di salute non ottimale. Avrebbe da qualche giorno problemi di tipo cardiaco. In aula c'era, invece, il papa' di Raffaella, Carlo Castagna, che, accompagnato dal legale di famiglia Francesco Tagliabue, ha mostrato di non 'apprezzare' la versione data oggi da Rosa. L'udienza e' stata poi aggiornata al 19 aprile prendendo atto del legittimo impedimento di Olindo per ragioni di salute.



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