Strage di Erba, niente tv al processo d'appello
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Al via il processo d'appello per la strage di Erba davanti ai giudici della Seconda Corte d'assise d'appello di Milano. Nell'aprire l'udienza, il presidente del collegio, Maria Luisa Dameno, ha spiegato che le riprese delle televisioni sono vietate perche' si vuole evitare un "processo mediatico". Poi, il magistrato che presiede il collegio, ha iniziato a leggere la relazione che apre ogni processo di secondo grado, in cui verranno ricostruiti i passaggi salienti della vicenda accaduta l'11 dicembre del 2006 quando, nel cortile di via Diaz a Erba (Como) furono massacrate 4 persone, tra cui un bambino di poco piu' di 2 anni, Youssuf. Alla sbarra ci sono Olindo e Rosa Romano, condannati in primo grado all'ergastolo per l'eccidio.
I coniugi sono entrambi presenti nella gabbia riservato ai detenuti: lui in maglione grigio e camicia azzurra, lei con indosso un giubbotto chiaro. In aula c'e' anche la famiglia Castagna al completo, il papa' di Raffaella, una delle vittime, Carlo e i figli Pietro e Giuseppe. Presente anche Azouz Marzouk, marito di Raffaella e padre del piccolo Youssuf. Assente invece il superstite Mario Frigerio, scampato alla strage e primo accusatore, con la sua confessione, dei coniugi Romano.
Chiederanno l'assoluzione e in subordine la disposizione di una perizia psichiatrica i difensori di Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati in primo grado all'ergastolo e a 3 anni di isolamento diurno per la strage di Erba. Lo ha dichiarato a margine del processo d'appello il professore Nico D'ascola, uno dei difensori: "Chiederemo l'assoluzione perchá siamo convinti della loro estraneità. Qualora la corte dovesse ritenere di trovarsi in presenza di materiale probatorio insuperabile, dovrà stabilire se erano capaci o meno di intendere e di volere al momento dei fatti". La coppia è difesa inoltre da Fabio Schembri e Luisa Bordeaux.



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