Stefano Boeri ad Affaritaliani.it: “Fiera e Cabassi gestiscano le strutture post Expo”

Venerdì, 9 luglio 2010 - 12:17:00


fighi stefano boeri

Stefano Boeri
"Il modo migliore di dare valore all'area non è immaginare che cosa si potrà costruire una volta che l'evento sarà finito e di fare tabula rasa. Ma è quello di capire adesso come far fruttare gli investimenti pubblici che l'Expo mette in campo dopo il 2015". Stefano Boeri, l'architetto che ha progettato il masterplan dell'Expo 2015, sceglie Affaritaliani.it per mandare un chiaro segnale agli enti locali lombardi che si stanno scontrando sul futuro delle aree sui cui sorgeranno le strutture dell'Esposizione universale. Poi lancia un appello ai proprietari delle aree: "Chi meglio della Fiera o di una fondazione ad essa legata può gestire il parco scientifico che nascerà e chi meglio di Cabassi, l'inventore del Forum di Assago, potrebbe capire e apprezzare la possibilità di una gestione post Expo delle strutture che verranno realizzate?"

Architetto Boeri, ci risiamo: la questione delle aree su cui sorgerà l'Expo è ancora alla base dello scontro tra Regione, Comune e Provincia. Meglio l'acquisto delle aree o l'affitto?
"Dico che bisognerebbe tutti insieme fare uno sforzo per dare anche un valore economico alle opere che l'Expo realizzerà".

Si spieghi meglio...
"Non dobbiamo pensare che il progetto alla fine produca solo dei campi coltivati: saranno realizzate delle strutture importanti. Il modo migliore di dare valore all'area non è immaginare che cosa si potrà costruire una volta che l'Expo sarà finito e di fare tabula rasa. Ma anzi è di capire adesso come far fruttare gli investimenti pubblici che l'Expo mette in campo dopo il 2015".

Ad esempio?
"Nessuno parla del progetto di realizzare un parco scientifico a tema composto da una serie di grandi serre dove si ricreano le condizioni di produzione agricola di diverse parti del pianeta che costerà 190 milioni. Questo parco produce un reddito importante. In altre parti del mondo queste strutture sono gestite da privati che danno un reddito significativo. Allora mi sembrerebbe del tutto assurdo che un investimento di questo tipo venga cancellato per far poi posto a un terziario residenziale dalla fisionomia incerta. Questo per dire che sia per il pubblico, sia per il privato che gestirà le aree è fondamentale chiedersi il valore delle opere che si fanno".

Che dimensione avrà il parco e che cosa ci sarà all'interno?
"Il masterplan prevede che un 40% dell'area sia costituito dal parco dove verranno costruite delle serre alte più di 50 metri nelle quali si riprodurrà il clima tropicale della tundra e del deserto. E dove ci saranno  coltivazioni, centri di ricerca, centri di sperimentazione e una parte ludica. In Cornovaglia c'è una struttura simile e funziona benissimo: ha due milioni di visitatori all'anno e produce ricavi importanti. Inoltre c'è il progetto di fare un grande museo dell'alimentazione, per il quale la Regione ha già trovato dei finanziamenti".

Di che cosa di tratta?
"La cascina Triulza sarà il luogo centrale del museo. Inoltre c'è un'idea forte di poter riutilizzare il sistema di orti affidandoli alle Regioni italiane e far diventare tutto il pezzo dell'Expo vicino alla fiera un grande luogo della ristorazione italiana dove tutte le filiere produttive possono confrontarsi. Proprio Pezzali, dg di Fiera, ha giustamente proposto di fare un grande salone del food. Un'idea importante perché si può fare un fuori salone che muove tutta la città. Proprio per questo ribadisco che bisognerebbe sedersi attorno a un tavolo e cominciare a dare un valore al masterplan e non parlare della gestione successiva all'evento: la prima cosa che dobbiamo fare è dare valore all'investimento pubblico valutandone le potenzialità future e poi in base a quello capire qual è il prezzo se proprio vogliamo affittare o vendere l'area dopo l'Expo: ma se questa cosa non viene fatta siamo completamente fuori dalla vera questione".

Valorizzare cosa in particolare?
"Il parco a tema, la sede Rai che col parco potrebbe avere scenografie straordinarie, il museo dell'alimentazione, il centro dello sviluppo sostenibile e il grande villaggio dell'alimentazione che si può fare attorno alla Fiera. Penso poi ai grandi spazi destinati alle fiere e ai congressi che verranno realizzati. Inoltre è necessario dare valore a tutte le residenze che utilizzeranno i visitatori e i ricercatori. Questa è la struttura che l'Expo lascia in eredità e questa è la base di partenza".

E' ancora in piedi l'idea di trasferire il Masterplan nell'area di Porto di mare di proprietà del Comune?
"Siamo fuori tempo massimo. In tempi non sospetti avevo lanciato un'idea ancora più radicale: avevo proposto di fare il sito dell'Expo all'Ortomercato, ma ormai anche questa opzione è impossibile da realizzare. Chiuderei con una considerazione...".
 
Dica pure…
"Chi meglio della fiera o di una fondazione ad essa legata può gestire la situazione di un parco che ha quelle caratteristiche e chi meglio di Cabassi, l'inventore del Forum di Assago, potrebbero capire e apprezzare la possibilità di una gestione post Expo di queste strutture?".

Daniele Riosa

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