Garlasco/ Gli avvocati di Stasi presentano una relazione. E promettono "novità importanti"
| Garlasco/ Gli avvocati di Stasi presentano una relazione. E promettono "novità importanti" Giallo a Milano/ Trovato il cadavere di un uomo in un canale |
Avevano promesso "novità importanti". Così è stato. I legali di Alberto Stasi, per ora l'unico indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, hanno fatto riesplodere il caso a quasi un anno dall'inizio del giallo. Sulla scena del crimine c'erano due persone, e non una, come è stato ipotizzato fino ad oggi. E già è polemica con i consulenti della famiglia Poggi.
Il corpo di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto dell'anno scorso a Garlasco, stando alla relazione tecnico-scientifica depositata dalla difesa oggi in Procura a Vigevano, "dopo l'aggressione è stato spostato da almeno due persone". A riferirlo alle agenzie di stampa è Angelo Giarda, l'avvocato di Stasi. Secondo l'avvocato, "attraverso un esame delle tracce di sangue sul pavimento, sugli stipiti e sulle pareti" è stato dimostrato che, durante questo trasporto, "l'altezza dal pavimento del corpo non ha superato i 70 centimetri".
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IL SANGUE SULLA BICICLETTA - I difensori di Stasi parlano anche del famoso sangue sul pedale della bicicletta. "E' pacifico, da un punto di vista strettamente scientifico, che quella traccia che i Ris hanno trovato su un pedale della bicicletta di Alberto Stasi non è sangue umano e che quindi il Dna riconducibile a Chiara Poggi ha un'altra origine biologica".
In base alla relazione stesa dal professor Francesco Maria Avato e del dottor Matteo Fabbri si può dimostrare che "le impronte ritrovate non si ricollegano a nessuna delle scarpe di Alberto Stasi". Anche perché la difesa può dimostrare che il materiale di queste scarpe non consente di assorbire quello che si sta calpestando. "Le fotografie scattate nell'immediatezza del ritrovamento - ha osservato ancora il legale - consentono di poter affermare che Alberto Stasi poteva attraversare tutto il soggiorno senza calpestare alcuna traccia ematica".
L'ORA DELLA MORTE - Anche sull'ora della morte, la perizia della difesa offre nuovi spunti di riflessione. Gli avvocati ritengono che "attraverso il riesame di tutti i fattori che vengono usati per determinare, a posteriori, la morte di una persona, il professor Francesco Maria Avato ha ricalcolato l'ora della morte in un periodo tra le 9 e le 10 della mattina". L'accusa colloca invece l'omicidio tra le 11 e le 11.30. Alberto Stasi ha sempre affermato che quella mattina, prima di andare a casa della fidanzata dove trovò il suo corpo, aveva lavorato alla propria tesi di laurea.
L'ARCHIVIAZIONE - Chiedono l'archiviazione della posizione dell'unico indagato per l'omicidio di Garlasco, Alberto Stasi. E promettono grosse novità, che sono state depositate nella consulenza tecnica. Il deposito, a quanto si è appreso, si è reso necessario in quanto il pm titolare dell'inchiesta, Rosa Muscio, non ha consentito che i difensori potessero illustrarla, come era intenzione del professor Angelo Giarda e degli avvocati Giuseppe e Giulio Colli. Il documento, di carattere medico-legale, e che non riguarda, invece, il computer di Stasi, al centro delle indagini nei mesi scorsi per stabilire dove il giovane si trovasse, consta di 64 pagine e di una memoria degli stessi avvocati.
A detta dei legali di Stasi, il documento, come avevano spiegato nei giorni scorsi, è una consulenza tecnica con "contenuti medico-legali di alta scientificità" che dovrebbe dimostrare l'innocenza dell'allora studente della Bocconi, laureatosi nei mesi scorsi. La relazione, sempre per i legali, contiene "delle sorprese, delle novità importanti" ed è accompagnata da una nota con la quale, proprio sulla scorta della consulenza, è sollecitata una richiesta di archiviazione del procedimento.
IPOTESI IMPOSSIBILE- "Mi sembra un'ipotesi assolutamente impossibile. Nessuna impronta estranea a quelle dei componenti della famiglia Poggi o dello stesso Alberto Stasi è mai stata trovata in casa". Marzio Capra, consulente della famiglia di Chiara Poggi, liquidato l'ipotesi di uno spostamento del corpo della vittima dopo l'omicidio, formulata dai legali del giovane. "Non sono mai state trovate altre impronte, l'idea che addirittura altre due persone siano entrate in casa, senza lasciare impronte, senza macchiarsi con il sangue a terra, al momento mi lascia perplesso", ha spiegato Capra.
"Pensare che siano entrate altre persone complica ulteriormente le cose, aumenta le probabilità di inquinamento della scena". Invece nulla, fino a ora, ha portato gli investigatori a formulare l'ipotesi di altri soggetti nella villetta dei Poggi, "nonostante le indagini siano state estremamente accurate", ha dichiarato.



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