Sondrio/ Operaio 36enne ucciso fatto a pezzi e bruciato
Forse bruciati e i resti sparsi in varie zone d'Italia. E' una delle ipotesi sulla quale gli investigatori stanno lavorando per trovare una risposta alla sparizione di Donald Sacchetto, il 36enne operaio di Ardenno (Sondrio) scomparso la notte del 16 maggio scorso dopo aver festeggiato il suo compleanno e che sarebbe stato ucciso dall'amico Simone Rossi, 28enne in carcere da lunedì con le accuse di omicidio volontario aggravato, distruzione e soppressione di cadavere, occultamento aggravato di cadavere e detenzione e spaccio di stupefacenti. Il fermo si è reso necessario, come spiegato dai carabinieri, per la possibile fuga del giovane imprenditore contitolare con il fratello e il padre della cava Rossi Marmi e Graniti da dove due settimane si sta scavato alla ricerca di altri resti umani oltre a quelli rinvenuti nei giorni scorsi e che apparterrebbero proprio a Donald.
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Per ora sono stati trovati pochi frammenti che l'esame del Dna ha confermato appartenere allo scomparso. In ogni caso gli scavi nella cava proseguono e nelle ultime ore sono arrivati sul posto anche la Dottoressa Cristina Cattaneo dell'Istituto di medicina legale dell'Universita' Statale di Milano e l'antropologo Pasquale Poppa, della stessa università. Intanto Rossi resta in isolamento nel carcere di Monza in attesa dell'interrogatorio di garanzia davanti al Gip.



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