Ponzoni si costituisce alla Gdf. Formigoni: attacco della sinistra contro di me
Massimo PonzoniCome anticipato da Affaritaliani.it il consigliere regionale ed ex assessore Pdl Massimo Ponzoni si è costituito alla Guardia di Finanza. La conferma arriva dal suo legale. Ponzoni è stato raggiunto lunedì da mandato d'arresto per diversi reati tra cui bancarotta fraudolenta e corruzione per il crac della società Pellicano.
FORMIGONI: ATTACCO DELLA SINISTRA CONTRO DI ME - Il clamore attorno al caso dell' consigliere regionale ed ex assessore Pdl Massimo Ponzoni, raggiunto da mandato d'arresto nell'ambito dell'inchiesta sul crac della societa' Pellicano, per il presidente della Regione Roberto Formigoni "e' una questione politica e' un attacco diretto della sinistra contro il Pdl e contro di me". "Una sinistra che e' tutta giustizialista che si comporta come corvi, che schiera le sue corazzate nella stampa e nella televisione - ha detto a margine del consiglio Regionale - basta leggere La Repubblica, La Stampa, Il Fatto Quotidiano di oggi, bastava guardare ieri l'Infedele, e stamattina La7, sembra che l'imputato sia Formigoni, di Ponzoni praticamente non parla nessuno, se non per attaccare Formigoni". Per il governatore in ogni caso, i suoi accusatori "si illudono se pensano di delegittimare l'esperienza politica di Regione Lombardia che e' l'esperienza politica migliore d'Italia".
PONZONI SI DIMETTE DALL'UFFICIO DI PRESIDENZA - Massimo Ponzoni, consigliere regionale Pdl ed ex assessore ha presentato le dimissioni dall'ufficio di presidenza dell'aula lombarda dove ricopriva il ruolo di consigliere segretario. Lo conferma il presidente del Consiglio Regionale Davide Boni (Lega). "Ci e' arrivata la comunicazione - spiega - ringrazio Ponzoni per le dimissioni perche' l'Udp puo' cosi' ricostituirsi e ricominciare a lavorare a pieno regime. Mi auguro che la magistratura faccia il suo lavoro e che Ponzoni possa dimostrare la sua estraneita' ai fatti". Boni ha poi assicurato che la nomina del nuovo consigliere segretario sara' all'ordine del giorno nel prossimo consiglio.
GLI "AFFARI" DI PONZONI - Da un'indagine su un fallimento alla scoperta di presunte mazzette, appoggi politici e altre regalie e 'favorì in cambio di provvedimenti amministrativi ad hoc. E poi denaro 'dirottatò per sistemare società sull'orlo del crac, per finanziare campagne elettorali o ancora per concedere permessi comunali in cambio della ristrutturazione gratuita di una villa in Francia. Sono contestati i reati di appropriazione indebita, corruzione, concussione, peculato, bancarotta fraudolenta, violazione della legge per il finanziamento ai partiti e rivelazione del segreto di ufficio nell'inchiesta della Procura di Monza che ha portato il gip Maria Rosaria Correra a ordinare l'arresto di Massimo Ponzoni, il consigliere regionale ed ex assessore della Regione Lombardia, al momento ancora irreperibile perchè all'estero anche se sarebbe intenzionato a rientrare per costituirsi, di Antonino Brambilla, vice presidente e assessore della Provincia di Monza e Brianza, di Rosario Perri assessore sempre della provincia di Monza e Brianza nonchè dirigente del settore tecnico del comune di Desio e Franco Riva ex sindaco e assessore all'urbanistica del comune di Giussano. Questi ultimi due sono ai domiciliari.
GIP: PONZONI FU ELETTO CON I VOTI DELLA 'NDRANGHETA - Nelle elezioni regionali del 2005 l'ex assessore Massimo Ponzoni sarebbe stato eletto anche con i voti della 'ndrangheta. Lo sostiene il gip di Monza, Maria Rosaria Correra, nell'ordinanza di custodia cautelare firmata nei confronti di cinque persone, tra cui lo stesso Ponzoni, al momento irreperibile in quanto all'estero, nell'ambito dell' inchiesta sul crac della società Pellicano. In un passaggio del provvedimento al punto in cui si parla delle esigenze cautelari, il giudice parla di «serialità delle condotte analizzate», di «un radicato e diffuso sistema di illegalità che presenta, come dato comune, l'asservimento della funzione pubblica all' interesse privato». Ma secondo il gip «a rendere più allarmante la valutazione di questo contesto affaristico, risulta la accertata ingerenza di esponenti del crimine organizzato». Circostanza questa che è emersa dalle perquisizioni effettuate dalla Gdf nel corso delle indagini durante le quali è stato rinvenuto un file nel pc della sorella di Ponzoni («ha contribuito all'organizzazione delle campagne elettorali del fratello») che conteneva il curriculum vitae di Annunziato Moscato, arrestato nel luglio 2010 nella maxi operazione contro la 'ndrangheta coordinata dalla Dda di Milano. In relazione a ciò il gip ha osservato: «Il fatto che una 'costolà dell'organizzazione criminale 'ndrangheta abbia veicolato voti su Ponzoni, per lo meno in relazione alle consultazioni elettorali regionali del 2005, risulta, peraltro, riferito dallo stesso interessato, il quale, a seguito dell'ottimo risultato conseguito nelle ultime elezioni regionali del marzo 2010, si compiaceva con tale Alessandro di aver fatto a meno, questa volta, dei voti provenienti da quel contesto, con ciò confermando che a detto bacino elettorale aveva invece attinto nel passato».
VACANZE PAGATE A FORMIGONI - Noleggi di barche e vacanze esotiche, pagati dalla società immobiliare Mais di cui è stato socio anche l'ex assessore regionale Massimo Ponzoni fino al 2005, "allo stesso Ponzoni ed al suo capo Formigoni". È quanto si legge in una lettera sequestrata dagli inquirenti nell'ufficio di Sergio Pennati, ai tempi socio e uomo di fiducia di Massimo Ponzoni, e riportata nell'ordinanza del gip Maria Rosaria Correra nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Monza sul fallimento della società Pellicano. Nella lettera, un j'accuse di Pennati, sono indicate "una serie di malefatte - scrive il giudice - del suo socio Ponzoni". In un passaggio del manoscritto si legge che "la stessa immobiliare Mais ha pagato varie volte noleggi di barche e vacanze esotiche allo stesso Ponzoni ed al suo capo Formigoni. Il governatore della Lombardia non è comunque indagato. Il gip sottolinea però che "le dichiarazioni di Pennati consentirono all'indagine di estendersi dai reati fallimentari e fiscali (...) a quelle dei reati contro la pubblica amministrazione (corruzione e concussione)".
COMPRATI VOTI PER PONZONI - C'è anche un passaggio in cui si parla di "somme in contanti per comprare voti e pagare ristoranti» per la campagna elettorale dell'ex assessore Massimo Ponzoni nella lettera scritta dal ragionier Sergio Pennati sequestrata dalla guardia finanza nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Monza sul crac della Pellicano. Nella lettera, ora riportata nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip di Monza, Maria Rosaria Correra (tra i cui destinatari c'è anche Ponzoni, al momento irreperibile), Pennati ha voluto "elencare un pò delle sue malefatte (dell'ex assessore, ndr), senza la pretesa - si legge - di elencarle tutte perchè sarebbe impossibile". Riguardo alla campagna elettorale dell'esponente lombardo del Pdl il ragioniere ha dichiarato per iscritto che "la spesa totale è stata di circa 1.600.000 euro", denaro "arrivato in minima parte da qualche sovvenzione, per il resto sono state utilizzate varie società che hanno pagato - continua la missiva - fortune di prestazioni o forniture o prelevate ingenti somme in contanti per comprare voti e pagare ristoranti (solo l'ultimo mese della campagna una media di 3/4 ristoranti per sera con una spesa di euro 15mila/20mila giornalieri)". L'ex socio di Ponzoni, nel manoscritto, dopo averle elencate ha anche sottolineato che tali società "hanno in carico varie fatture di spese proprie nella campagna elettorale» e che «la Piesse Studio Srl ha anche assunto per un anno una ragazza appartenente a Comunione e Liberazione in cambio di voti del movimento in Brianza". Un'altra società, invece, la In Studios, la quale a dire di Pennati «ha sostenuto successivamente le spese per Ponzoni" avrebbe "pagato il figlio dell'onorevole Romani, sottosegretario alle Telecomunicazioni, per prestazioni che lo stesso non ha mai fatto ed ha stipulato tre contratti di consulenza con giornalisti che sono sul libro paga di Ponzoni".
SOLDI A GIORNALISTI - Il Giornale riporta i passaggi centrali delle 189 pagine dell'ordinanza di custodia a carico di Massimo Ponzoni. Le aziende interessate agli appalti vengono costrette da Ponzoni a finanziare "fittizi contratti di consulenza con i giornalisti Sala, Pirola e Zagato, remunerati per scrivere articoli favorevoli a Ponzoni". Si tratta di circa 30mila euro. Carlo Sala scrive su Libero, Marco Pirola è il direttore del settimanale locale L'Esagono e corrispondente del Giornale, Gianandrea Zagato è un ex redattore del Giornale.
APPALTI IN CAMBIO DI CARRIERA - Ponzoni è accusato di avere agevolato la carriera politica di altri due esponenti del Pdl, Antonino Brambilla e Rosario Perri, in cambio dell'ok a varianti d'uso di vaste aree agricole. Il consigliere regionale fa avere all'impresa di pulizia del suo amico Pietro Rivoltella l'appalto per le pulizie dell'ospedale di Niguarda. Il direttore generale dell'ospedale, Pasquale Cannatelli, ottiene in cambio 120mila euro di sconto sull'acquisto di una casa.
UN'AUDI PER UNA DELIBERA - Un concessionario d'auto interessato a una delibera racconta: "Ponzoni si presentò in concessionaria informandomi del fatto che il piano regolatore era stato approvato. Con l'occasione mi chiedeva di poter provare la nuova Auydi Q7 4.2 Tdi (...) una volta arrivata in concessionaria l'auto venne immatricolata e a seguito delle forti insistenze di Ponzoni consegnata al suo autista".


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