Single di corsa per le vie di Milano, tutti i vantaggi della vita da soli
Di Giuseppe Morello
Per ora la Strasingle, la maratona dei single che si corre a Milano, sembra ancora una cosa un po’ folcloristica, come se la condizione da single fosse una eccezione che merita di essere sottolineata con una iniziativa “divertente”. La verità è che la famiglia è finita. Questa non è una affermazione provocatoria, ma una ovvia constatazione. A Milano alcuni mesi fa l’anagrafe ha fatto sapere che i single sono in numero superiore, ma il declino della famiglia non è solo un fenomeno metropolitano e settentrionale. Anche se in misura minore accade lo stesso pure nei paesini del sud. Aumentano le coppie non sposate e soprattutto basta guardare nella cerchia delle proprie conoscenze per vedere che sono sempre più numerose le coppie sposate che saltano come birilli e sempre più numerose le persone che scelgono di non mettere su famiglia.
Non è la fine del mondo, è semplicemente che il mondo è cambiato. Non è scritto da nessuna parte che la famiglia sia una forma di organizzazione sociale eterna. È stata a lungo la risposta evoluzionistica a certe condizioni di vita. Ma ora quelle condizioni non ci sono più e la famiglia ha smesso di essere la risposta giusta. Quali erano queste condizioni? Scarsa mobilità sia fisica che sociale, debolezza economica di uno dei due partner o di entrambi, difficoltà o resistenze a ricominciare una vita sentimentale o erotica dopo i 40 anni, poche occasioni per incontrare nuovi compagni, pressione sociale che ti fa sentire fuori luogo se dopo una certa età non sei sposato.
Tutte queste condizioni sono venute meno: oggi si viaggia molto, si cambia lavoro e stile di vita, le donne soprattutto sono autonome economicamente, passati i 40 anni si è ancora appetibili e si riesce facilmente a “riciclarsi” e soprattutto a rimanere single non ci si sente esclusi, anzi per molti aspetti si vive meglio e ci si diverte di più. Perché il punto è questo: oggi da single si può vivere bene e felici, più che da accoppiati, perché la famiglia non è un rapporto sentimentale, non è una relazione erotica. Se mai lo è stata, smette molto presto di essere un “viaggio in due”, per diventare una forma di organizzazione dell’esistenza, come una associazione o una azienda. E dopo un po’ non c’è niente di romantico, c’è solo che tu fai la spesa e l’altro che porta i bambini a scuola, tu che cucini e l’altro che sistema le lampadine fulminate. Normale che di questi tempi, di fronte a questo, molti scappino oppressi dallo squallore, che prima o poi inevitabilmente arriva, e dalla noia bestiale di un tran tran familiare che ormai nessuno sopporta più. Ed ecco che la condizione da single diventa largamente preferibile perché offre i piaceri e i vantaggi della solitudine, senza privare di una vita affettiva e sessuale, sebbene anomala e irregolare.
Il single viaggia quando e dove gli pare, senza dover tenere conto dei gusti e delle idiosincrasie dell’altro; pratica i suoi hobby senza che il partner rompa le scatole sul tempo che si sottrae alla famiglia; mangia, beve e dorme quando gli pare; spende i suoi soldi a piacere; frequenta chi gli pare al di fuori dei rapporti ingessati e prevedibili che spesso hanno le coppie (vacanze in quattro, cene in sei, sempre con i soliti); ma soprattutto ha relazioni diverse, spesso multiple, a volte profonde a volte superficiali, ma sempre e comunque varie, e anche soddisfacenti dal punto di vista affettivo e fisico, senza dover per forza trasformare una attrazione fisica in un fidanzamento o una intesa intellettuale in una coppia consolidata (si parla di “poliamori”). In questo modo le donne si risparmiano le cose che non sopportano degli uomini e viceversa, e prendono solo il meglio. Un tempo ci si sposava perché si aveva bisogno dell’altro. Banalizzo: lei si occupava della casa, lui lavorava, guadagnava e faceva le cose faticose. Ma ora non serve più perché sia lui che lei se la possono cavare benissimo da soli. Venute meno le condizioni materiali del matrimonio è venuto meno il matrimonio. Perché alla fine aveva ragione Troisi: “L’uomo e la donna sono le persone meno adatte a stare assieme”.



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