Sindaco di Milano, la retromarcia del Senatùr
"Adesso c'è la Moratti. Non si parla di cose futuribili, pensiamo alle regionali". Umberto Bossi frena sull'ipotesi di candidare a sindaco di Milano nel 2011 un leghista. Podestà (Pdl): "Il nostro candudato si chiama Moratti". La Russa: "Il sindaco del Carroccio non portò fortuna". L'ex primo cittadino Albertini: "Se la Lega andrà bene alle Regionali sì assestamento nell'organigramma dell'amministrazione cittadina" "Adesso c'e' la Moratti. Non si parla di cose futuribili. Adesso pensiamo alle regionali". Cosi' Umberto Bossi, prima di un comizio elettorale a Vercelli, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se un possibile aumento dei voti alla Lega alle prossime elezioni regionali avrebbe consentito al Carroccio di chiedere per se' la candidatura del prossimo sindaco di Milano. 
"L'anno prossimo e' ancora lontano - ha aggiunto -, e, tanto, io e Berlusconi gli accordi li troviamo". "Non scherziamo, il nostro candidato tra un anno si chiama Letizia Moratti". Lo ha detto il presidente della Provincia e coordinatore lombardo del Pdl Guido Podesta' a margine del comizio elettorale con il Ministro Ignazio La Russa in Piazza Duomo, definendo le parole di Matteo Salvini, ieri, "dichiarazioni da clima elettorale". "Abbiamo 5 anni per costruire Expo che e' a Milano con grande merito di Letizia - ha aggiunto - abbiamo lavorato bene in questi 5 anni con gli amici della Lega". "Il Milan se vinceva poteva fare il sorpasso, la Lega non e' a un punto". Rispondendo ai giornalisti riguardo al distacco tra Lega e Pdl il Ministro della Difesa e coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa, a margine del comizio in piazza Duomo non ha rinunciato al riferimento calcistico in risposta alle parole del capogruppo del Carroccio Matteo Salvini che ieri ha auspicato l'exploit della Lega alle regionali anche in vista della scelta del candidato sindaco di Milano per il 2011.
"La Lega deve ricordarsi che quando espresse un sindaco leghista, e al ballottaggio io lo votai, questa cosa non portò fortuna a Milano e nemmeno alla Lega tant'e' che se ne andò dalla Lega". Lo ha detto il ministro e coordinatore del Pdl Ignazio La Russa, in piazza Duomo per un comizio elettorale, tornando sulle dichiarazioni di Matteo Salvini, ieri, sulla corsa a sindaco per il 2011 e ricordando l'esperienza di Marco Formentini. "Quindi Salvini faccia meglio i suoi conti anche come lanci elettorali". Se la Lega dovesse ottenere un ampio consenso alle prossime elezioni regionali, secondo l'ex sindaco di Milano e parlamentare europeo del Pdl Gabriele Albertini, sarebbe giusto "un assestamento nell'organigramma dell'amministrazione cittadina", senza pero' che il Carroccio rivendichi la scelta del sindaco che deve essere espressa dal partito di maggioranza relativa. A margine di un incontro elettorale di Giulio Gallera, candidato al consiglio regionale, Albertini, interpellato da Omnimilano, commenta le polemiche degli ultimi giorni tra Pdl e Lega, con la questione di un candidato sindaco del Carroccio posta ieri da Matteo Salvini e ricorda i rapporti della sua amministrazione con il partito leghista che "ß sempre stato un po' ambivalente".
"Voleva e gestiva i ruoli di governo - ha detto - pero' non rinunciava alla sua aderenza stretta con l'animo popolare e anch'io ho avuto le mie difficolta'". La necessita' di un ruolo più significativo nell'amministrazione cittadina da parte della Lega, secondo l'ex sindaco di Milano, deriva dal fatto che con l'unione di Forza Italia e di An nel Pdl l'equilibrio "con altre appartenenze" all'interno della coalizione di maggioranza potrebbe sembrare non più garantito e a questo si aggiunge il tesseramento del sindaco Moratti con il partito di Berlusconi.
"Un conto e' un indipendente - ha detto Albertini - e un conto e' un rappresentante del partito". "Poi, indubbiamente - ha aggiunto - se la Lega dovesse avere un successo sarebbe legittimo che chiedesse un assestamento nell'organigramma dell'amministrazione cittadina e sarebbe forse anche appropriato concederlo". Riassestamento che pero' non riguarda la scelta del sindaco che, ha detto, "lo puo' esprimere il partito di maggioranza relativa, non il comprimario". Ripercorrendo infine i suoi anni a Palazzo Marino, Albertini ha ricordato i rapporti a volte conflittuali con la Lega e quando il Carroccio decise di uscire dalla maggioranza ritirando l'assessore Pagliarini. "Da quel momento - ha detto - per coerenza non li nominai più negli enti e negli incarichi di mia competenza e allora poi sono ritornati a Canossa".
A seguito delle rivendicazioni espresse ieri dai vertici lombardi della Lega Nord, intervengono il vice portavoce regionale ed europarlamentare Carlo Fidanza e il vice coordinatore Cittadino Marco Osnato: "L'atteggiamento della Lega è inqualificabile: mentre il Pdl nella manifestazione di Roma ha dato l'ennesimo segnale di compattezza dell'alleanza invitando sul palco Bossi, i luogotenenti milanesi della Lega attaccano senza ritegno il Pdl, la Moratti e De Corato. Va bene che siamo in campagna elettorale ma c'è un limite a tutto. Se la Lega aveva tutte queste contrarietà sull'azione della Giunta - spiega Fidanza - avrebbe fatto meglio, coerentemente, a ritirare il suo assessore e rinunciare alla presidenza della Sea e agli altri posti di potere che ha occupato in questi anni, sempre sputando nel piatto dove mangia". "Salvini - continua Osnato - gioca a incarnare il nuovo, ma finge di dimenticare che, quando lui già sedeva in Consiglio Comunale con la giunta Formentini, Milano ha conosciuto una stagione di governo tra le più buie. Grazie al Pd,, a Gabriele Albertini, a Letizia Moratti, a Riccardo De Corato e a tanti altri ottimi amministratori, Milano è diventata una città più moderna e più sicura". "Sulla sicurezza poi - concludono gli esponenti del Pdl - abbiamo oltrepassato il ridicolo: sostenere che l'azione di Riccardo De Corato non sia incisiva vuol dire mentire sapendo di mentire. Oggi la Lega non ha più scuse avendo il Ministro degli Interni, che noi come al solito sosteniamo lealmente. Per questo cercano di scaricare su De Corato le loro mancanze."



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