Bonifiche ambientali/ Silvia Ferretto: "Ecco la banca dati online sulle zone contaminate"
Quello delle bonifiche ambientali è un tema di stretta attualità, nella Regione Lombardia. Prima di tutto perché coinvolge il tema della salute dei cittadini, in secondo luogo perché la Regione spende ben 220 milioni di euro per le bonifiche. "E' una cifra spaventosa, pagata fino ad ora, in poco più di 10 anni, dalla regione per la bonifica delle aree contaminate – spiega così Silvia Ferretto Clementi, consigliere regionale di Alleanza Nazionale". 
"Non c’è bisogno di essere degli esperti del settore – spiega Ferretto, prima firmataria dell’ordine del giorno, sottoscritto da tutte le forze politiche e approvato oggi in Consiglio – per comprenderne la delicatezza. Dovere dell’amministratore pubblico è quello di evitare lo spreco del denaro dei contribuenti e di tutelarne la salute. L’unico modo per poter garantire una reale trasparenza e perseguire un concreto obiettivo di efficienza ed efficacia è quello di ridurre al minimo i margini di discrezionalità degli interventi anche e soprattutto attraverso una maggiore diffusione delle informazioni".
"Proprio quello che chiediamo nel documento approvato oggi - continua la Ferretto - Di essere maggiormente informati e di poter conoscere, per ogni sito contaminato, ogni dettaglio relativo alla proprietà, al grado di inquinamento, ai finanziamenti concessi e alle società a cui sono stati appaltati i lavori di bonifica. Chiediamo inoltre di avere informazioni più precise sui siti classificati come (R) – riutilizzati e su quelli classificati come (D) per i quali sono necessari nuovi accertamenti e non è tollerabile che non siano disponibili informazioni solo perché i tecnici sono state letteralmente cacciati dai siti.
"Sull’argomento infatti esistono spesso troppe ombre e vuoti riguardanti oltre che informazioni di natura urbanistica sulla destinazione d’uso finale delle aree, anche sui proprietari e sul luogo di smaltimento finale degli inquinanti asportati, le azioni intraprese nei confronti degli inquinatori per recuperare i costi della bonifica - continua Silvia Ferretto - Le informazioni fornite e al momento disponibili sono del tutto insufficienti, perché oltre ad essere disaggregate e non informatizzate, sono infatti talmente caotiche da non permettere alcun controllo. Mi ci sono voluti mesi per riuscire a strutturare, organizzare ed informatizzare le informazioni fornitemi solo su supporto cartaceo".
Il risultato? Una banca dati enorme. "L'ho resa disponibile sul mio sito www.ferretto.it , offrendo così a chiunque la possibilità di controllare, verificare ed eventualmente integrare o correggere le informazioni già possedute sulle singole aree contaminate".



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