Si cospargono di benzina: la protesta estrema di 3 operai di Bergamo

Lunedì, 22 marzo 2010 - 13:02:00


Carabinieri

Per incassare quattro mesi di stipendi arretrati hanno dovuto minacciare il suicidio di gruppo. Loro alla fine i soldi (in contanti) li hanno incassati, ma dieci loro colleghi hanno scoperto ora che gli assegni ricevuto nei giorni scorsi erano scoperti. Risolta solo in parte la contestazione inscenata stamattina alle 8 nel cantiere di Stezzano, in provincia di Bergamo, dove e' in corso la costruzione di 97 appartamenti in villa della "Ferretti
Casa". Opera appaltata a un'impresa di "Dalmine", che aveva subappaltato alla "Sandrini" di Brescia, la quale aveva sub-subappaltato la "Cacafatos" di Sirmione. Tre fratelli muratori egiziani, che da 4 mesi non ricevono stipendio, hanno deciso di protestare, due di loro cospargendosi di benzina, il terzo salendo sulla gru e minacciando di buttarsi sotto. Dopo quattro ore di trattative i carabinieri hanno convinto i primi due a tornare sui propri passi e sono stati fatti cambiare d'abito per buttare i vestiti impregnati di benzina. Mentre per far scendere il terzo e' dovuto arrivare il titolare dell'impresa con 5.000 euro in contanti. I fratelli sono stati quindi portati in caserma per accertamenti. Prosegue invece la protesta di dieci loro colleghi marocchini, che manifestano agitando gli assegni con cui sarebbero stati pagati nei giorni scorsi, e che sarebbero risultati scoperti.

Sono tornati a protestare davanti al Pirellone i 330 operai della Maflow di Trezzano, azienda che si occupa della produzione di elementi per condizionatori. I lavoratori stanno da tempo lottando per salvare il posto di lavoro dopo che vertici Bmw che hanno deciso di spostare in Germania le commesse che venivano evase nella fabbrica alle porte di Milano. I commissari che gestiscono l'azienda hanno presentato un piano, ricorda la Fiom milanese, che "consentirebbe la ripresa del lavoro a pieno organico entro il 2011 nello stabilimento di Trezzano e che prevede il rientro di parte degli ordini Bmw. Ma la casa automobilistica tedesca fa orecchie da mercante, mentre dell'incontro al Ministero dello Sviluppo economico, sollecitato da più parti, non c'è ancora traccia. Il tempo per rimettere in attività la fabbrica sta per scadere". Così domani i lavoratori hanno deciso di manifestare davanti al Pirellone per chiedere "un intervento deciso" del
Presidente della Regione Lombardia. Il 29 marzo saranno a Monaco, alla sede della Bmw, per "convincere" la casa automobilistica a riportare in Italia le commesse indispensabili per tornare a produrre.

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