Escrementi su Cristo, polemica. Sgarbi ad Affari: "Blasfemo? No, realtà"

Lunedì, 16 gennaio 2012 - 12:44:00


 

parenti 4'Sul concetto di volto nel figlio di Dio', la scena incriminataGuarda la gallery

Di Mariela Golia

Escrementi, sassi e finte granate contro il volto di Cristo di Antonello da Messina. Questa scena della pièce teatrale 'Sul concetto di volto nel figlio di Dio' per la regia di Romeo Castellucci in cartellone al Teatro Parenti di Milano dal 24 gennaio, sta scatenando un putiferio tra i cattolici e nel mondo politico. Persino la Curia di Milano è intervenuta per prendere le distanza dall'opera e chiede di "rispettare la sensibilità dei cittadini milanesi che vedono nel volto di Cristo l'Incarnazione di Dio". Il capogruppo del Pdl a Palazzo Marino, ha chiesto al sindaco di cancellare lo spettacolo "che offende il volto di Cristo".

Ma non tutti sono d'accordo. "L'opera deve andare in scena", spiega in un'intervista ad Affaritaliani.it il critico d'arte Vittorio Sgarbi. "Al regista, al direttore del teatro e agli autori ogni polemica e censura, come ai tempi di Testori, è utile e conviene perché determina un'attenzione. Lo spettacolo si conquista in forza della sua capacità di fare scandalo".

 

LE REAZIONI/ Matteo Castagna, portavoce del circolo culturale cattolico Christus rex, rivela ad Affaritaliani.it che il prossimo 24 gennaio organizzerà una messa di riparazione in piazzetta Libia contro l'opera 'Sul concetto di volto nel figlio di Dio'. Tante le adesioni, la messa sarà celebrata da Don Floriano Abrahamowicz. "Se al teatro Parenti si fosse rappresentata un'opera che anziché chiamarsi 'Sul concetto di volto nel figlio di Dio' si fosse chiamata 'Sul concetto di volto di Sgarbi" e gli escrementi fossero stati lanciati contro di lui non so se avrebbe considerato l'opera un'espressione di cultura o un'opera d'arte. Non abbiamo bisogno dei consigli di un ateo dichiarato, le cui dichiarazioni sono anche moralmente discutibili. Abbiamo il dovere di manifestare pacificamente e con decoro la nostra indignazione più profonda di fronte a quest'opera scandalosa, che rappresenta in maniera falsata la storia della redenzione e offende il sentimento religioso della maggioranza degli italiani".

Pedopornografico?
 
Mi ha incuriosito la vicenda dello spettacolo 'Sul concetto di volto nel figlio di Dio' per la regia di Romeo Castellucci e ho visto il filmato nel quale si lanciava qualcosa contro il fondale con il volto di Cristo.
Sono daccordo con Sgarbi, non vi è nulla di più facile che cadere nel tranello della blasfemia. A quei tempi come in questi tempi Cristo riceve lo stesso trattamento da parte di scribi e farisei di tutti gli evi.
Piuttosto mi è parso blasfemo, quasi "pedopornografico" il ricorso (almeno così mi è parso dal filmato) a giovani lanciatori di pietre o sterco che sia contro quel volto di un Cristo che dovrebbe essere piuttosto un esempio per i giovani. Più che blasfema mi è parsa una scena volgare e di pessimo gusto.
 
PDT
 

ESCEMENTI E SASSI CONTRO IL VOLTO DI CRISTO, LA SCENA INCRIMINATA

 

I cattolici accusano l'opera di essere blasfema.
"Suggerirei al vescovo, ai cardinali e alle autorità religiose di evitare la censura o la polemica perché serve solo a favorire l'opera. L'unica vera censura è il silenzio. Esorterei il cardinale Scola di avere la prudenza a priori di evitare di inserirsi in vicende come queste".

Perché?
"I cattolici fanno un'operazione che va a loro danno. L'unica censura è evitare di andare a teatro. Oltretutto vedere il volto di Cristo plagiato corrisponde al tema dell'Ecce Homo".

Ovvero?
"La verità di quello che è accaduto a Cristo. Non ha niente a che fare con la blasfemia ma con la realtà esplicita e realistica della vicenda di Cristo. Non è stato rispettato quindi uno non può scandalizzarsi se si riproduce la condizione di Cristo".

I cattolici però non vogliono che l'opera vada in scena.
"Così ottengono l'effetto opposto. L'unica censura è il silenzio, qualunque polemica della Chiesa è fuori luogo, controproducente e autolesionista. Molti anni fa il vescovo di Forlì mi chiese cosa doveva fare perché c'era un'opera d'arte esposta in Comune in cui c'era uno che si masturbava nudo. Io le dissi di lasciarlo finire perché se lo interrompeva era peggio. In quel caso la chiesa mantenne il silenzio e non se ne parlò mai. Ora invece stanno facendo l'opposto. Hanno sbagliato linea".

La scena incriminata è stata tagliata nell’edizione italiana.
"Questa è' un'autocensura che non è necessaria. Cristo ha patito delle sofferenze. Se una cosa è sgradevole corrisponde in maniera realistica a quanto è accaduto".

 

 

 



LE PROTESTE CONTRO LA PIECE TEATRALE



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