Scoperta una rete di case chiuse sadomaso: ecco i segreti della Milano bene
Professionisti stimati in tutta Milano, alta borghesia della prima cerchia, uomini in giacca e cravatta. Quando si rivolgevano al franchising del sesso, sapevano di uscire soddisfatti. Per loro, la rete di case chiuse scoperta dal commissariato Vittoria-Monforte era una possibilità di mettere in atto le fantasie più perverse. L'offerta di sesso, in una rete capillare distribuita sul territorio, non prevedeva infatti limitazioni.
Gli appartamenti erano arredati di tutto punto. Quello di via Mercadante, ad esempio, aveva anche una sala d'attesa con tanto di televisore e film erotici. Per i voyeur c'era poi il bagno in plexiglass trasparente, nel quale le effusioni delle prostitute eccitavano il cliente di turno. Infine, roba da set porno, una grande vasca idromassaggio con palo per la lap dance incorporato. Infine, una vasta dotazione di fruste, frustini, falli, vibratori. Il tutto appoggiato su mensole, ripiani, stipato negli armadi insieme a completini di qualunque tipo. Insomma, il regno del sesso, dedicato in special modo agli amanti del sadomaso e del bondage. E la privacy? Assolutamente tutelata. Il bilocale aveva infatti un cortiletto ad uso esclusivo e un sofisticato sistema d'allarme.
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Tra i più grandi estimatori del "servizio" c'era anche uno degli indagati. Un geometra milanese, appassionato di pratiche sadomaso, si occupava infatti di fare da tramite tra le prostitute affittuarie degli appartamenti e due agenzie immobiliari. In cambio, per lui, niente soldi. Voleva solo "prestazioni particolari" ed estreme da parte delle lucciole, tutte straniere, di età compresa tra i 18 e i 22 anni.
(Segue - Gli altri indagati sono...)



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