Serravalle, asta a rischio. Tempi duri per il Comune
L'asta per la vendita del 18% circa che il Comune di Milano detiene in Serravalle si è chiusa a mezzogiorno. Non è arrivata nessuna offerta. L'assessore al Bilancio, Bruno Tabacci, lo aveva già vaticinato: "Con ogni probabilità la nostra asta per Serravalle andrà deserta il 5 settembre". E ora il Comune si trova a dover cancellare dal bilancio 170 milioni di euro. E adesso? Bisognerà indire una nuova gara senza base d'asta. Ma a trovare la soluzione saranno il sindaco Giuliano Pisapia, il presidente della Provincia, Guido Podestà (azionista di maggioranza della Serravalle con il 52,9%), e lo stesso Tabacci in un incontro fissato per martedì. 
Serravalle
Palazzo Marino chiederà alla Provincia di modificare lo statuto dell'azienda per poter trovare un acquirente privato. L'attuale statuto non prevede che in consiglio di amministrazione possa sedere un rappresentante dei privati a meno che il cda sia formato da 7 persone e la Provincia dia il via libera. Ma l'acquirente provato si troverebbe ad avere un pacchetto di minoranza e nesuna rappresentanza in cda. Insomma un pugno di mosche. E Palazzo Isimbardi cosa ci guadagnerebbe da quest'operazione? Niente. E in più con la vicenda Penati e l'operazione Serravalle nel mirino della Procura, se modificasse lo Statuto, potrebbe ritrovarsi con la Corte dei Conti che chiede spiegazioni.
In questo quadro potrebbe spuntare la Sea, di cui la Provincia detiene una quota di circa il 14%. Palazzo Isimbardi e Palazzo Marino potrebbero creare un «pacchetto» con le rispettive quote di Serravalle e Sea e metterle sul mercato. Il fondo guidato da Vito Gamberale (F2i) è interessato, soprattutto alle quote Sea, ma sull'operazione pesa il collocamento della società che gestisce Linate e Malpensa in Borsa. La quotazione in Borsa è prevista a fine ottobre. Se così fosse, la Provincia non avrebbe nessun interesse a cedere il suo pacchetto di quote Sea che verrebbero valorizzate dalla discesa in piazza Affari. E spunta un'altra opzione. Uno scambio di quote tra Comune e Provincia.



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