Sergio Chiamparino ad Affaritaliani.it: "La domenica a piedi? Serve a sollecitare il governo a presentare un piano anti-smog"
Sergio Chiamparino, sindaco di Torino, sceglie Affaritaliani.it, per rilanciare la domenica senz'auto del 28 febbraio: "La domenica a piedi non sarà un fallimento: il numero dei capoluoghi di provincia che aderiscono è quasi totale. Sappiamo benissimo che i blocchi non risolvono il problema dell'inquinamento ma lo tamponano per 24 ore. Prendiamo questa iniziativa per sollecitare il governo a presentare un piano in tempi rapidi dotato di risorse che lo rendano credibile". I pass agli operatori della moda? "Le deroghe stanno nella logica dei blocchi". Poi il primo cittadino del Pd rilancia la tassa in tangenziale e bacchetta gli amministratori dell'hinterland milanese: "Sono stati coinvolti. Non trovino scuse per nascondere questioni politiche". 
Sergio Chiamparino
Viste le numerose defezioni dei sindaci dell'hinterland milanese e le deroghe agli operatori della moda. Il blocco del traffico di domenica si preannuncia un fallimento?
"Assolutamente no, perché il numero dei capoluoghi di Provincia che aderiscono è di gran lunga maggioritario, quasi totale. La deroga alla moda sta alla responsabilità del comune di Milano e non sono in grado di valutarla: in ogni caso le deroghe stanno nella logica dei blocchi".
A che cosa serve questo blocco?
"Non pensiamo di fare un'azione risolutiva contro l'inquinamento: mai nessuno di noi ha pensato di farlo per risolvere il problema dello smog. Il fatto che in questi giorni piova, tiri vento o ci sia il sole è del tutto irrilevante. Noi abbiamo preso questo provvedimento perché da un lato vogliamo sensibilizzare l'opinione pubblica e gli amministratori e dall'altro vogliamo sollecitare il governo a presentare in tempi rapidi un piano contro l'inquinamento. E' un'iniziativa di sensibilizzazione e di sollecitazione al governo"
Formigoni ha appoggiato i comuni dell'hinterland milanese che hanno detto no alla domenica a piedi…
"Non entro nelle beghe che riguardano le vicende politiche lombarde: è evidente che si tratti di beghe che non hanno nulla a che vedere con l'inquinamento".
Lei ha parlato anche di una piccola tassa da introdurre sulle tangenziali...
"In tutta Europa il principio 'chi inquina paga' è accettato. Non possiamo continuare a fare summit europei e internazionali e poi quando è il momento di prendere decisioni sul dove trovare le risorse ci fermiamo. Ho avanzato una suggestione: stiamo lavorando per farla diventare una proposta concreta che tenga conto da un lato della crisi economica e dall'altro della necessità di dover reperire risorse contro l'inquinamento".
Per fare che cosa in particolare?
"Per sostituire i mezzi pubblici, per realizzare i sistemi di info-mobilità e per sostituire le caldaie. le risorse vanno trovate da qualche parte: per questo dico che il principio 'chi inquina paga' mi sembra giusto. A meno che non si voglia fare solo demagogia: finché si tratta di parlare siamo tutti d'accordo, ma quando si tratta di fare cominciano a emergere posizioni differenti".
L'Ecopass introdotto a Milano lo condivide?
"A Torino non l'ho introdotto perché ho un sistema di trasporto pubblico diverso, ma in linea di principio non sono assolutamente contrario. In ogni caso l'Ecopass c'è già sulle tangenziali e sulle autostrade: solo che non è un ecopass ma un pass. Semmai ho proposto che i pass che si pagano diventino un pochino eco".
Avete in mente di fare altri blocchi con la Moratti?
"Vorrei precisare che l'iniziativa è nata dall'Anci: ci tengo a dirlo perché ho letto che un po' di amministratori lombardi si sono lamentati per non essere stati coinvolti. L'iniziativa doveva tenersi inizialmente a Torino, ma ho pensato di farla a Milano proprio per consentire a tutti quelli interessati di poter venire con più facilità: chi non si è sentito coinvolto e perché non ha voluto esserlo visto che aveva tutta la possibilità di venire a Palazzo Marino. Ma vorrei aggiungere una cosa...".
Prego…
"Non troviamo scuse per nascondere questioni politiche che non hanno nulla a che vedere con le modalità con cui si è svolta la riunione di Milano. Ripeto, sappiamo benissimo che i blocchi non risolvono il problema dell'inquinamento: lo tamponano per 24 ore e dopo ricomincia come prima. Pregherei però tutti i soloni che scendono in campo in queste circostanze di astenersi. Facciamo la domenica a piedi per sollecitare il governo a presentare un piano in tempi rapidi, tenendo conto che su questo punto siamo sotto schiaffo dell'Unione europea, dotato di risorse che lo rendano credibile".
Derogando al patto di stabilità?
"Se necessario sì".
Daniele Riosa



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