Sciopero tir/ Coda a Milano per la merce gratis della Coldiretti. "Un milione di euro di danni"
È finita prima delle 11 la merce che questa mattina Coldiretti ha deciso di regalare in piazza Lodi a Milano, per spiegare i danni che crea al settore lo sciopero dei tir: un milione di euro in due giorni nella sola Lombardia. Dalle 8,30 pensionati, ma anche studenti, disoccupati e passanti si sono messi ordinatamente in fila per avere insalata e uova: in tutto 2.500 buste di insalata in busta, 650 confezioni da mezza dozzina di uova 'bruciatè in un paio d'ore. "Non ci aspettavamo questa fila - ha spiegato il presidente di Coldiretti Lombardia Nino Andena -. Credo che dica qualcosa sul reale potere d'acquisto della gente». La crisi per i produttori agricoli si aggrava adesso con lo sciopero dei tir. "Il caro gasolio lo viviamo anche noi - ha sottolineato Andena. Ogni categoria ha il diritto alle proprie rivendicazioni ma non sulle spalle delle altre". Linea Verde, che produce le insalate Dimmidisì - e oggi ha portato a Milano le 2.500 buste di insalata da regalare - ha dovuto chiudere da venerdì scorso lo stabilimento campano di Ponte Cagnano. Giuseppe Battagliola, il presidente del gruppo di Manerbio (Brescia), che in Italia ha cinque stabilimenti più uno in Spagna, spiega che "il danno, stimabile in circa 160 mila euro al giorno". Al Centro Nord circa il 40% di prodotto non è stato distribuito e da Roma in giù non è stata possibile effettuare alcuna consegna". "Se la situazione non si sblocca - aggiunge - mancherà la materia prima necessaria. Nel rispetto del diritto a scioperare, la libertà di ognuno è legittima finchè non lede quella degli altri. E noi siamo pesantemente parte lesa".
A Bergamo dove si concentra il 50% della produzione di buste di insalata il danno è di 350 mila euro al giorno. In città all'ortomercato "manca un pò di prodotto - sottolinea il presidente di Coldiretti Milano Carlo Franciosa -. In vendita c'è quello che era nelle celle". Più drammatici i fruttivendoli: "all'ortomercato non c'è niente - raccontano al negozio Le mele di via Passeroni -. Mancano i prodotti che arrivano dal sud come cime di rapa o finocchi", alcune merci, come le zucchine sono cresciuti di un euro (circa un terzo del prezzo). Nel punto vendita però la carenza ancora non si sente: avevano fatto scorte lunedì. "Quello che manca del tutto - dicono - sono le mozzarelle. Gli stabilimenti di quelle di bufala, visto che non riescono a consegnare, hanno bloccato la produzione".


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